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I tuoi buoni propositi per l’anno nuovo

Tempo di lettura: 5 minuti

Oggi parliamo di buoni propositi per l’anno nuovo, come capire i tuoi e programmarli per farli realizzare.

Quest’anno è andata così, ma il prossimo si cambiano le cose!

Perché preoccuparsi, tanto le cose andranno come devono andare.

Come sempre è una questione di punti di vista.

C’è chi preferisce affidarsi come si dice al destino e chi invece ama essere artefice del proprio, concentrando le proprie energie su ciò che vuole realizzare.

Qual è l’atteggiamento migliore?

Si sa che il tempo è una risorsa da utilizzare subito perché, una volta passato, non si può recuperare. Di conseguenza, ogni opportunità che non si coglie di realizzare qualcosa in un determinato momento è persa o da rinviare, se possibile.

D’altro canto, rimpinzare la tua agenda di impegni più o meno piacevoli può finire per alimentare condizioni di stress o di ansia per la voglia di realizzare tutto quello che avevi pianificato.

Come sempre, la verità sta forse nel mezzo.

Questo vuol dire vivere la vita realizzando quello che desideri, tenendo a bada lo stress e anzi cercando di mantenere il giusto equilibrio tra produttività e serenità.

Fatta questa premessa, vediamo ora di entrare nel merito dei buoni propositi.

1. I buoni propositi: significato

La parola proposito deriva dal latino ed è il participio passato del verbo proponĕre cioè proporre ovvero ciò che è posto innanzi. In generale indica la volontà deliberata di fare una cosa, di comportarsi in un determinato modo, intento, meta, obiettivo, scopo (Treccani).

Un buon proposito può nascere dall’essere stanchi di vivere una certa situazione che ci impedisce di essere soddisfatti, felici.

Come ad esempio mangiare di meno e meglio perché vuoi essere più in forma e vivere in modo sano. Oppure smettere di fumare perché stanco di tossire, avere l’alito cattivo e mandare in fumo tanti soldi che potresti destinare ad altro. O ancora scrivere finalmente quel libro che desideravi di scrivere da tanto tempo come ho fatto io lo scorso anno.

I buoni propositi insomma possono essere tanti, compreso quello di…non avere propositi.

Avere dei propositi, specie se buoni, può avere peraltro tanti vantaggi, anche dimostrati in modo scientifico.

Marcus Raichle, neuroscienziato della Washington University di St.Luis, avvalendosi delle immagini acquisite tramite PET e risonanza magnetica funzionale (rFMI), ha infatti scoperto che le aree del cervello che si attivano quando non abbiamo un compito da svolgere e quando invece lo abbiamo, sono diverse. In particolare ha dimostrato che, quando non abbiamo impegni ai quali dedicarci, l’area prefrontale sinistra si attiva in modo automatico e per questo l’ha chiamata rete della modalità di default.

È la zona del cervello che, fin da quando vivevamo nelle caverne, si occupa di captare e cercare di risolvere problemi che possano in qualche modo mettere in pericolo la nostra sopravvivenza.

Fin qui può anche sembrare una cosa buona, se non fosse che l’attivazione dell’area di default disattiva contemporaneamente il sistema immunitario per evitare di sprecare energie necessarie per affrontare ogni eventuale difficoltà. Questo però ci rende più vulnerabili nei confronti di altre minacce come virus e batteri.

Se, invece, pensiamo ai buoni propositi, definendo obiettivi e piani d’azione, si attiverà la parte destra del cervello, quella parietale, e il nostro sistema immunitario riprenderà a fare il suo lavoro importante, preservandoci da malattie.

Oggi perciò voglio meditare sulla scelta di porsi dei buoni propositi, su come fare per individuarli e, soprattutto, realizzarli.

2. I buoni propositi: come capire quali scegliere

Capire quali propositi scegliere presuppone prima di tutto prenderne piena consapevolezza orientando e mantenendo l’attenzione su ciò che senti di desiderare. Regalati perciò tutto il tempo necessario da dedicare a questo perché ogni minuto trascorso a percepire i tuoi desideri sarà ampiamente ripagato dai risultati che otterrai facendo le azioni necessarie.

A tale scopo può esserti utile usare degli strumenti molto efficaci come:

  • un semplice foglio e una penna, oppure un file nel tuo smartphone o pc, sul quale annotare i tuoi desideri così di getto, senza pensare troppo a quanto siano realizzabili. Questo lo capirai in un secondo momento.

Se vuoi essere invece più tecnico, puoi utilizzare strumenti più efficaci come:

  • la ruota della vita, con la quale potrai fare una valutazione dettagliata delle varie aree della tua vita (affetti, amicizie, lavoro, tempo libero) per poi scegliere i buoni propositi da migliorare
  • la mappa mentale, uno strumento grafico che stimola la tua mente e la tua creatività

Una volta scritto il tuo elenco di buoni propositi, scegli quelli più importanti per te, quelli che ti emozionano di più e trasformali in obiettivi veri da perseguire attraverso un piano d’azioni.

Detta così sembra fatta anche se, in realtà, dovrai fare i conti con gli ostacoli lungo il percorso come:

  • la tendenza a procrastinare
  • la percezione di non essere all’altezza del compito
  • la possibilità di arrenderti davanti alla prima difficoltà

e altri ancora.

Per aggirare questi ostacoli sarà allora necessario adottare qualche strategia efficace.

Vediamone qualcuna.

3. I buoni propositi per l’anno nuovo: strategie

Il modo migliore per avere la certezza di realizzare i tuoi buoni propositi si basa su 3 elementi fondamentali:

  • emozioni
  • chunking down
  • costanza e abitudini

La motivazione che ti spingerà a trasformare i tuoi buoni propositi in realtà dipende in gran parte dall’intensità delle emozioni ad essi associate. Sarà proprio l’energia delle emozioni quella che ti consentirà di affrontare e superare le sfide e gli ostacoli lungo il percorso verso la realizzazione finale. In mancanza di emozioni sarà forse utile rivedere la lista dei tuoi desideri e sceglierne altri più emozionanti.

Spesso ci arrendiamo perché valutiamo difficili i compiti da affrontare per realizzare i buoni propositi. È del tutto normale e, per superare le preoccupazioni, basta semplicemente fare chunking down, cioè dividere i compiti percepiti come troppo impegnativi in compiti più piccoli che senti di poter gestire in modo più sereno.

Quello che tuttavia ti consentirà davvero di arrivare fino in fondo per realizzare i tuoi buoni propositi è la costanza.

Non è tanto importante quanto impegnativi siano i compiti, quanto svolgerli con regolarità secondo quello che percepisci più gestibile. È la forza delle buone abitudini quella che ci consente di arrivare a destinazione senza nemmeno rendercene conto anche se abbiamo superato un primo ostacolo iniziale. Le cosiddette routine sono quegli schemi che, una volta creati con un minimo di sforzo, ci permettono di procedere con un minimo impegno di energie andando, come si dice, con un filo di gas.

Tra poche ore inizierà quindi il 2024 e, anche se il calendario è in fondo una convenzione sociale, cogli l’opportunità di dedicarti del tempo, anche pochi minuti, che sono certo meriti anche tu, e pensa a quante cose belle potrai realizzare nel nuovo anno facendo in modo che i tuoi buoni propositi diventino realtà.

Ti auguro uno splendido 2024.

Mappa mentale buoni propositi
Mappa mentale articolo

Bibliografia

Vargiu, G., Le onde del successo, 2023, Youcanprint

 

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti. Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per conoscere il tuo punto di vista.

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