Omeostasi e benessere

Tempo di lettura: 7 minuti

Articolo aggiornato il 23 Maggio 2022

L’omeostasi, quale è il significato, la sua relazione con lo stress, il benessere e come ricrearla.

Il concetto di benessere in generale può essere inteso come lo stato felice di salute psico fisica. Per vivere uno stato di benessere è indispensabile raggiungere e mantenere una condizione che si chiama proprio omeostasi.

1. Omeostasi significato

Il termine omeostasi deriva dal Greco homoios, cioè simile, e stasis ovvero fissità. E infatti già Pitagora lo associava all’armonia e Almakeon alla isonomia cioè all’equilibrio dell’universo. L’uomo e gli esseri viventi, per vivere uno stato di benessere devono necessariamente trovarsi, costantemente, in una condizione di equilibrio sia fisica che mentale.

È un po’ come la tua auto la quale, per essere efficiente deve avere tutti i sistemi che funzionano correttamente. In caso contrario, le anomalie ti vengono segnalate attraverso spie che si accendono sul cruscotto e che possono riguardare, per esempio:

  • la benzina, se sei in riserva
  • la mancanza di olio o acqua
  • le pasticche dei freni usurate

e così via. Le moderne autovetture, grazie anche all’elettronica, sono progettate per segnalare tutto, perfino l’acqua dei tergicristalli e in particolare i problemi alla centralina elettrica che gestisce l’intero sistema.

Quando ricevi la segnalazione di un’anomalia intervieni direttamente, se sai come fare, oppure porti l’auto in officina da un tecnico specializzato.

L’uomo funziona proprio così, anzi molto meglio.

Omeostasi: i nostri sensori

Il nostro meraviglioso organismo è in grado non solo di rilevare, attraverso sensori distribuiti in tutto il corpo, quando i parametri di funzionamento sono diversi dal normale, ma di intervenire per ripristinarli e riportare tutto in equilibrio, cioè all’omeostasi.

Ciò vuol dire anche che l’uomo tende in modo naturale e spontaneo alla guarigione anche se a volte lo dimentichiamo. Pensa soltanto a quando per esempio ci si taglia un dito affettando il pane, quando capita di subire una frattura oppure quando virus e batteri ci attaccano.

In tutti i casi ci pensa il nostro organismo a cicatrizzare la ferita, a saldare la frattura e, di solito, a neutralizzare i virus e i batteri.

Omeostasi e Cacostasi

Questa reattività dell’organismo dev’essere tuttavia anch’essa equilibrata evitando sia la carenza che l’eccesso (allostasi, cacostasi).

Di fronte a un pericolo, per esempio, il rischio di malattia o di perdere la vita aumenta se l’individuo è eccessivamente disinibito e senza paura, perché tende a sottovalutare il problema, ma anche se è troppo timoroso o inibito.

Dunque la condizione ideale per vivere nel benessere, anche in questo caso, sta nel mezzo e si chiama appunto omeostasi.

Ma cosa succede quando l’equilibrio dell’omeostasi viene alterato? 

L’alterazione dell’Omeostasi

In questo caso ci troviamo nelle condizioni tipiche dello stress e la nostra centralina, il cervello, fa scattare l’allarme per affrontarlo e riportare tutto nuovamente in equilibrio.

2. Lo Stress

Lo stress, fisico e/o mentale, come dice il termine inglese, vuol dire sforzo cioè quello che viene prodotto dall’organismo per affrontare la causa che lo ha scatenato (fattore stressogeno).

Dunque lo stress è utile e funzionale per reagire agli squilibri e attivare le misure necessarie per farvi fronte. Questa funzione è svolta in particolare dal cosiddetto Sistema di stress grazie all’azione combinata di tre componenti del sistema nervoso:

  • il Sistema Nervoso Centrale (SNC)
  • il Sistema Nervoso Autonomo (SNA)
  • l’asse Ipotalamo Ipofisi Surrene

Distress ed Eustress

L’alterazione dell’omeostasi può tuttavia generare due forme di stress ovvero:

  • il Distress, nella versione più nociva
  • l’Eustress, quella più piacevole.

Nel primo caso, il Distress, l’organismo, di fronte alla minaccia reale o percepita, si predispone ad affrontare o ad allontanarsi dal pericolo in quello che è meglio conosciuto come meccanismo combatti o fuggi.

Questo tipo di stress predispone appunto l’organismo secernendo sostanze chimiche (adrenalina, noradrenalina, cortisolo, prolattina) che favoriscono specifiche reazioni fisiologiche e inibiscono il sistema immunitario.

Il protrarsi a lungo delle condizioni del Distress determina però un eccesso di questi ormoni causando, per la loro tossicità, l’insorgere di molte patologie.

Quando invece siamo nelle condizioni di Eustress (Eu, cioè buono) gli ormoni che circolano sono dei veri e propri oppiacei naturali (beta endorfina, encefalina, serotonina, dopamina) che stimolano un piacevole senso di benessere.

Se ne deduce, quindi, che la cosa migliore da fare per mantenere l’omeostasi sia limitare al minimo il Distress e cercare tanto Eustress.

Il sistema di stress si attiva grazie a una parte piccola, ma molto efficace del cervello, l’Amigdala.

3. Amigdala

L’amigdala è una piccola porzione, come una mandorla, del cervello rettile, quello più antico e primordiale. Essa svolge il compito di una sentinella, è sempre in allerta e pronta a cogliere, velocemente e senza averne consapevolezza, eventuali segnali di pericolo o di qualcosa che richiede l’attenzione.

Quando l’amigdala attiva il sistema di stress, vengono prodotti e messi in circolo gli ormoni per stimolare le risposte adeguate a fronteggiare gli eventi che hanno indotto lo stress.

Per risparmiare energie, da dedicare prevalentemente alla situazione stressante, forse più urgente per la sopravvivenza, viene inoltre inibito il sistema immunitario.

4. Sistema immunitario

È una sorta di squadra speciale composta da specifiche cellule le quali, quando viene rilevata la presenza di intrusi, come virus o batteri, scattano alla ricerca per identificarli e renderli inoffensivi.

sistema immunitario

Se però siamo in una situazione di stress queste forze speciali non intervengono e questo fa sì che gli intrusi possano circolare liberamente e provocare danni più o meno gravi.

È quello che capita, per esempio, quando compaiono le vescicole fastidiose sulle labbra dovute a un virus, il classico herpes labialis il quale, quando siamo stressati, riesce a prendere il sopravvento.

L’evento stressante può tuttavia essere relativo a una condizione reale di effettivo rischio per l’omeostasi oppure soltanto percepita dalla mente come tale.

Ciò vuol dire che potremmo immaginare soltanto che, per esempio, il dolore intercostale che sentiamo è sicuramente collegato a chissà quale malattia catastrofica scatenando ansia e paura anche se, in realtà, è soltanto un dolore passeggero.

L’amigdala, in ogni caso, è molto efficiente e si attiva comunque avviando il processo di contenimento dello stress che, di conseguenza, indebolisce il sistema immunitario.

Sistema immunitario e stress

La relazione diretta tra condizione di stress e sistema immunitario debole è stata dimostrata scientificamente da uno studio condotto da David Felten, un neuro scienziato americano.

David Felten

La scoperta rivoluzionaria ha portato all’individuazione del punto esatto in cui il sistema nervoso autonomo entra in contatto, con una sorta di sinapsi, con i linfociti e macrofagi, quelli della squadra speciale ovvero le cellule del sistema immunitario.

Dunque, se vuoi mantenere efficiente o rafforzare il sistema immunitario devi abituarti a gestire ansia e paura che in taluni casi sono eccessive o ingiustificate, cercando di mantenere il necessario equilibrio delle tue energie vitali.

5. Energia vitale

Nella cultura orientale la cura del mantenimento dell’equilibrio dell’energia vitale è un aspetto essenziale dal quale dipende tutto il benessere dell’individuo.

tao

Il prana, come viene chiamata in India, o il Qi, secondo la cultura cinese è una sorta di fluido energetico che circola in tutto il corpo e intorno ad esso come una specie di bolla, la cosiddetta aura.

Il benessere deriva dal mantenimento del normale fluire dell’energia vitale attraverso dei canali detti meridiani.

Quando qualcosa ostacola questo flusso si crea uno squilibrio energetico che, se non viene riportato in equilibrio, può generare l’insorgere di patologie.

Esistono a tal proposito delle pratiche atte a ripristinare il flusso dell’energia.

Come ritrovare l’energia vitale

Tra queste, per esempio  dall’India, ha origine quella del Pranic Healing (guarigione con l’energia) con la quale alcune persone sono in grado di scansionare il corpo con le mani e percepire eventuali carenze o eccessi di energia intorno al corpo.

Una volta individuate vengono poi corrette proiettando dalle mani, sulla zona interessata, energia proveniente dal sole.

In Cina, invece, ci sono per esempio le arti marziali cosiddette dolci, il Tai Chi Chuan e il Chi Kung, che hanno appunto lo scopo di agevolare il flusso regolare del Chi, l’energia vitale.

Concentrarsi col tai chi chuan

La meditazione, ovvero la capacità di mantenere l’attenzione concentrata su qualcosa, è un altro modo per mantenere l’equilibrio.

Nelle persone che meditano è stato notato, nel corso di studi scientifici condotti con i monaci tibetani, che durante la pratica l’amigdala risulta disattivata, riducendo perciò la percezione dei pensieri stressanti.

Se sposti e mantieni l’attenzione all’interno, sui pensieri e i ricordi, puoi sperimentare lo stato di trance nel quale il cervello produce onde Alfa e Theta che favoriscono le condizioni di serenità, benessere e creatività.

Con le tecniche di ipnosi e autoipnosi è possibile parlare al tuo inconscio al quale chiedere di trovare dentro di te il benessere e le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.

6. La mente in modalità di default

Di particolare interesse risultano gli studi condotti da Marcus Raichle, un neuro scienziato americano della Washington University di St. Luis.

La ricerca si basa sulla misurazione della quantità di energia metabolica del cervello il quale, pur essendo soltanto il 2% dell’intera massa corporea, ne consuma ben il 20 %.

I risultati ottenuti dallo studio hanno evidenziato che quando il cervello non svolge alcun compito specifico consuma la stessa quantità di energia di quando invece è impegnato a farlo.

Un altro aspetto risultato interessante è che quando la mente non è occupata si attivano particolari aree del cervello diverse da quelle utilizzate quando invece svolge dei compiti specifici (corteccia prefrontale mediale, corteccia cingolata posteriore connessa al sistema limbico).

Raichle chiamò queste zone del cervello rete della modalità di default (default mode network).

Essa si attiva quando la mente non ha qualcosa che attiri la sua attenzione e quindi si mette a vagare, molto spesso verso qualcosa che ci preoccupa, diventando forse la causa principale delle nostre angosce.

Ne deriva dunque che per evitare inutili e fastidiose divagazioni della mente è necessario imparare ad accorgersi quando questo accade (meta consapevolezza) e assumere il controllo dei propri pensieri e dirigere l’attenzione su cose utili e piacevoli.

Puoi ottenere questo, per esempio, avendo sempre degli obiettivi da perseguire sui quali concentrare l’attenzione e quindi le tue energie cognitive.

7. Omeostasi: come mantenerla

Per mantenere dunque l’omeostasi, quella situazione di equilibrio nella quale il tuo corpo e la tua mente soddisfano le rispettive esigenze, conduci una vita sana attraverso un’alimentazione corretta e una adeguata attività fisica.

Cura anche la tua mente prendendo consapevolezza di ciò che desideri e ponendoti poi degli obiettivi da perseguire così da vivere una vita dinamica, gratificante che ti dia tutto il benessere che meriti.

Mappa mentale omeostasi
Mappa mentale articolo

Bibliografia

David Felten et al., Noradrenergic Sympathetic Innervation of Lymphoid Tissue Journal of Immunology 135,1985.

Goleman, D., Intelligenza emotiva, (2011) BUR Grandi saggi

Goleman, D., Davidson, R.J., La meditazione come cura, 2017, Rizzoli, Milano

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