Mihaly Csikszentmihalyi e gli stati di flusso

Tempo di lettura: 7 minuti

Articolo aggiornato il 23 Maggio 2022

Chi era Mihaly Csikszentmihalyi, cosa sono gli stati di flusso, il flow, quali vantaggi ne puoi ottenere e come puoi fare per ricrearne le condizioni e vivere una vita felice.

1. Mihaly Csikszentmihalyi

Miha…ly…Csi…ma come si pronuncia questo nome?

Come si pronuncia Mihaly Csikszentmihalyi

Questo nome è, specie per gli italiani, un nome difficile da leggere più che da pronunciare dovuto alle diverse regole della fonetica ungherese.

Per pronunciare dunque correttamente il nome basta dire, leggendolo come in italiano:

MI HAI (Mihály) CIC SENT MI HAI (Csikszentmihalyi)

E ora andiamo a conoscere meglio Mihály Csikszentmihalyi e la teoria dello stato di flusso, il flow, per la quale in particolare egli è famoso in tutto il mondo.

La vita di Mihaly Csikszentmihalyi

Fu, nell’infanzia e in adolescenza, una vita tribolata e molto sofferta quella di Mihály Csikszentmihalyi che, inevitabilmente, influì sul suo interesse per la felicità e il benessere.

Nacque nel 1934 a Fiume, cittadina croata sull’Adriatico, da Edith e Alfred ed è recentemente scomparso lo scorso 20 ottobre 2021 a Claremont, California negli Stati Uniti.

Il padre, diplomatico presso il consolato ungherese a Fiume, quando i comunisti conquistarono l’Ungheria nel 1949, rifiutò di collaborare con il nuovo regime e la cosa gli provocò l’espulsione dal paese e perfino la perdita della cittadinanza. La famiglia di Mihály subì, inoltre, il dramma della morte di uno dei figli durante l’assedio di Budapest e il confinamento dell’altro figlio nei campi di lavoro forzato sovietici.

L’incontro con Carl Jung

I Csikszentmihalyi emigrarono a Roma e, durante un viaggio in Svizzera, Mihaly conobbe Carl Jung, il famoso psicologo, a una conferenza di Psicologia. Questo incontro segnò in maniera determinante la vita di Mihaly il quale si trasferì, a 22 anni, a Chicago ove si laureò in Psicologia mentre lavorava per pagarsi gli studi. Dopo aver conseguito il dottorato in Psicologia nel 1965 presso l’Università di Chicago ne divenne poi professore nel 1969.

Successivamente, e fino alla sua scomparsa, è stato professore di Psicologia e management presso la Claremont Graduate University, fondatore e co-direttore del Quality of Life Research Center (QLRC).

Mihaly Csikszentmihalyi e la ricerca della felicità

Csikszentmihalyi ha dedicato la sua vita a trovare la ricetta per essere felici diventando famoso, nel 1990, con la pubblicazione del suo libro sul flusso e sulla psicologia dell’esperienza ottimale. Egli espresse le sue idee sul flusso e sul modo di essere felici in un famoso intervento al TEDTalk, nel 2004, “Flow, the Secret to Happiness,” che ad oggi sfiora i 7 milioni di visualizzazioni.

2. Lo stato di flow

Il significato di flow è dall’Inglese flusso ed è stato adottato da Csikszentmihalyi perché era il termine che le persone osservate nei numerosi esperimenti condotti utilizzavano per indicare uno stato particolare che sperimentavano in certe condizioni e nel quale a volte tutti entriamo.

Flusso

Csikszentmihalyi definiva il flow, il flusso come

il processo per raggiungere la felicità attraverso il controllo della vita interiore. Lo stato ottimale dell’esperienza interiore è l’ordine nella coscienza. Questo accade quando focalizziamo la nostra attenzione (energia psichica) su obiettivi realistici e quando le nostre capacità corrispondono alle sfide che affrontiamo.

Cos’è lo stato di flusso

Lo stato di flusso è dunque una condizione che ognuno di noi ha sperimentato e che può ricercare e ricreare anche in modo consapevole.

Per meglio comprendere cosa intendo vai con la mente a quando eri bambina, mentre eri immersa nel tuo gioco preferito, magari con la tua bambola alla quale facevi fare e dire delle cose in un contesto immaginario che avevi ricreato.

Oggi metto il vestito azzurro per andare a passeggiare

le facevi dire per esempio con la tua voce. E mentre eri totalmente immersa in quel gioco dimenticavi di chiedere alla mamma la merenda del pomeriggio, non ti accorgevi delle altre persone che erano nella stanza e non ascoltavi nemmeno ciò che dicevano.

Oppure pensa a quando, da adulto, stavi lavorando a quell’importante progetto che non vedevi l’ora di completare per presentarlo al tuo responsabile. Le ore passavano e tu continuavi a stare seduto di fronte al computer dimenticando perfino di andare a pranzo, lasciandoti invece trasportare e coinvolgere da quella sfida stimolante.

Si potrebbe continuare con altri esempi vissuti da ciascuno che ci hanno visti immersi in questa magica e piacevole corrente di energia, il flusso.

Csikszentmihalyi definiva questo particolare stato esperienza ottimale o flusso perché le persone oggetto dei suoi studi sulla felicità descrivevano proprio quella sensazione di essere immersi nel piacevole flusso di un fluido.

Questi sono soltanto alcuni esempi di stati di flusso che viviamo in modo naturale e inconsapevole senza cioè averli volutamente cercati. Ma è possibile anche creare, in modo consapevole, quelle piacevoli condizioni e vivere così una vita felice e ricca di piacevoli esperienze.

Come entrare in uno stato di flusso

Una condizione essenziale per entrare in uno stato di flusso e vivere l’esperienza ottimale è avere il controllo dell’attenzione per poterla orientare verso ciò che è più importante per te.

Acquisire tale controllo presuppone la capacità di essere cosciente, cioè di renderti conto delle informazioni che ricevi dall’esterno, dai sensi, o dall’interno, dai pensieri e dai ricordi.

Le informazioni sensoriali che riceviamo costantemente sono tante, ma solo una piccola parte di esse, 7 +/- 2, può essere gestita ed elaborata dalla memoria a breve termine (Miller, G.).

Avere quindi la capacità di essere consapevole delle informazioni percepite determina un certo ordine nei pensieri e consente di orientare l’attenzione su ciò che ritieni importante.

È come se fosse il fascio di luce di una torcia, un’energia con la quale puoi alimentare tutto ciò che vuoi ottenere e creare le condizioni migliori affinché accada.

L’attenzione può tuttavia essere distratta anche da pensieri e sensazioni che entrano in conflitto con i nostri obiettivi come paura, rabbia, ansia e gelosia.

Sapere dove sta puntando per poter poi scegliere dove dirigere l’attenzione consente di dare ordine ai pensieri e sfruttare l’energia, mentre al contrario la distrazione crea disordine interiore o entropia psichica (Csikszentmihalyi, M.)

Ecco allora cosa puoi fare per entrare anche tu nel flusso ed essere felice.

Come entrare in uno stato di flusso in 8 passi

Nei suoi studi sullo stato di flusso Csikszentmihalyi ha individuato 8 condizioni da soddisfare per vivere la cosiddetta esperienza ottimale:

  1. Avere un compito che percepisci di poter svolgere
  2. Avere la capacità di concentrarti su ciò che devi fare
  3. Definire un obiettivo chiaro
  4. Ottenere feedback immediati
  5. Concentrazione sul compito
  6. Percepire un senso di controllo sulle tue azioni
  7. Perdita temporanea del tuo senso del sé
  8. Alterazione della percezione del tempo

1. Avere un compito che percepisci di poter svolgere

La prima condizione per vivere lo stato di flusso riguarda la percezione di poter affrontare e vincere la sfida che ti sei posto. Devi trovare però una condizione di equilibrio tra un compito troppo facile o troppo difficile.

Se percepisci perciò che affrontare quella sfida sarà per te molto facile o persino banale ti genererà un senso di noia e rischierai di perdere il necessario entusiasmo e la giusta motivazione.

Quando, invece, sentirai di non avere le necessarie capacità o esperienza per riuscire nel compito potrà emergere un senso di frustrazione che ti può portare alla rinuncia.

Dunque, la misura ottimale del livello di difficoltà deve essere compresa tra le due. Devi cioè percepire di avere di fronte un compito impegnativo che pensi di poter svolgere con un certo impegno e perseveranza.

Csikszentmihalyi ha rappresentato questo aspetto su un diagramma skills – challenge individuando un’area al cui interno convergono le giuste combinazioni di abilità e senso di sfida per vivere lo stato di flusso.

Diagramma skills challenge

2. Avere la capacità di concentrarti su ciò che devi fare  

La capacità di concentrarsi sul compito da svolgere attiene, come dicevo prima, a quella di gestire l’attenzione. Anche se il piacere di essere coinvolti in qualcosa di stimolante può senza dubbio aiutare a rimanere concentrati, devi comunque essere costantemente consapevole di dove è orientata l’attenzione per riportarla sul compito nel caso venga distratta da qualcosa o qualcuno.

Quando tutte le tue abilità necessarie a svolgere il compito sono impegnate e la tua attenzione è completamente assorbita ecco che svolgi le tue attività in modo spontaneo e automatico e ti senti rilassato, a tuo agio e pieno di energia. In pratica sei un tutt’uno con il compito che stai svolgendo.

3. Definire un obiettivo chiaro 

Per sapere precisamente dove orientare l’energia dell’attenzione è necessario definire chiaramente un obiettivo, sapere cioè almeno il risultato specifico che ti aspetti di ottenere. Per definire correttamente un obiettivo puoi avvalerti di appositi modelli, come lo SMART o gli OBIETTIVI BEN FORMATI della PNL, che ti aiuteranno a farlo.

Se pensi di non avere obiettivi da porti puoi cominciare a scrivere una semplice lista delle cose che ti interessano e che ti piacerebbe fare, magari utilizzando una mappa mentale.

Ti stupirai di quanto lunga possa risultare quando ti concentri a cercare nella mente e, quando l’avrai scritta, scegli ciò che è più importante in questo momento e fallo diventare un obiettivo vero usando i modelli.

4. Ottenere feedback immediati

Avere la possibilità e la fortuna di poter ricevere dei feedback tempestivi mentre stai svolgendo il compito ti aiuterà a correggere gli errori che puoi commettere e ad accrescere ulteriormente le tue abilità e capacità specifiche.

5. Concentrazione sul compito

È molto frequente che, nella vita quotidiana, pensieri e preoccupazioni prendano il sopravvento e attraggano la nostra attenzione creando disordine mentale e dispendio di energie.

Creare le condizioni ed entrare nello stato di flusso ti consente invece di spostare e concentrare l’attenzione su qualcosa che ti stimola e ti coinvolge. Ciò fino al punto che non ci sarà più spazio per i pensieri e le preoccupazioni che saranno quindi inevitabilmente ignorate.

Se farai questo regolarmente ti renderai conto che la qualità delle tue esperienze e della vita in generale migliorerà in modo sorprendente.

6. Percepire un senso di controllo sulle tue azioni

È quello che senti quando pensi

Si, ce la posso fare

perché ti accorgi di riuscire a controllare le cose che fai e di adattarle alle esigenze che ti si presentano. È una sorta di paradosso perché quando vivi l’esperienza del flusso smetti di chiederti se hai o meno il controllo, lo eserciti semplicemente sulle cose che fai.

Questo senso del controllo può creare perfino una sorta di dipendenza tale da spingerci a cercare continuamente esperienze di flow, come capita ad alcuni chirurghi che vorrebbero operare più spesso.

7. Perdita temporanea del tuo senso del sé

Il Sé, cioè quello che percepisci di te stesso, il corpo, quello che conosci, le abilità, le fragilità e i punti di forza, nel mentre vivi lo stato di flusso scompare. In quei momenti il tuo Sé è impegnato ad acquisire nuove informazioni per integrarle nella sua struttura la quale, al termine dello stato di flusso, sarà cresciuta ulteriormente.

8. Alterazione della percezione del tempo

Tra le otto condizioni che identificano lo stato di flusso, la percezione del tempo diversa dal normale è forse il fenomeno più curioso e, allo stesso tempo, più affascinante.

È una condizione tipica che puoi riconoscere anche quando sei in trance ipnotica e il tuo cervello sta producendo onde Alfa e Theta.

Quando vivi l’esperienza ottimale, il flow, puoi rimanere concentrato sul compito per ore e ore senza rendertene conto per poi chiederti come mai il tuo stomaco borbotta e accorgerti quindi di aver dimenticato di pranzare.

Dunque, Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha dedicato la vita alle ricerche sulla felicità e la creatività ci ha lasciato una delle sue ricette più riuscite per essere felici, quella per cercare in modo consapevole e poi vivere la magia dello stato di flusso.

Devi soltanto imparare a gestire meglio l’attenzione e applicare gli otto passi per lasciarti piacevolmente trasportare dal flusso.

MAPPA MENTALE MIHÁLY
MAPPA MENTALE ARTICOLO

Bibliografia

Csikszentmihalyi, M., Flow: The Psychology of Optimal Experience (Harper Perennial, 1990).

Recensioni

continua ad essere felice: un tema molto importante in questo momento

Rated 5 out of 5
26 Gennaio 2022

Trova la strada, trova il potere di vivere una vita felice in buone circostanze, ma particolarmente in cattive circostanze. Non è facile, ma è possibile.

Avatar per Dan Cacsire Castillo-Tong
Dan Cacsire Castillo-Tong

Lascia una recensione

Potrebbero interessarti

Articoli correlati

svegliarsi senza sveglia
Mente e Cervello

Sveglia senza sveglia?

L'importanza del sonno per l'efficienza psico fisica e come svegliarsi riposati la mattina o in qualsiasi momento della giornata anche...
come affrontare pensione
Coaching

Pensione: libertà e cambiamento

Ti stai chiedendo cosa fare in pensione? Versione audio dell'articolo Oggi riflettiamo un po’ sul significato, le implicazioni psicologiche e...
pirobazia
Coaching

Ho camminato sui carboni ardenti. Pirobazia

Vuoi sapere a cosa serve la pirobazia? E perché lo dovresti fare? Ora ti racconto come l’ho vissuta e come...me...