Ipnosi: il vero significato

Tempo di lettura: 5 minuti

Articolo aggiornato il 27 Agosto 2023

In questo articolo voglio stimolare la tua attenzione e curiosità sull’ipnosi, qual è il significato, quali sono i luoghi comuni sull’ipnosi e cos’è invece scientificamente così che potrai scoprire quale risorsa straordinaria può essere se impiegata nel modo giusto nella tua vita personale e professionale.

Hai presente quando fai un lungo viaggio in auto, ti immergi nei pensieri e, all’improvviso ti accorgi di essere arrivato?

Oppure quando leggi un romanzo avvincente ed è come se fossi lì con il tuo personaggio?

E quando ti torna in mente un ricordo piacevole e le persone ti dicono Ehi, ma dove sei con la testa?

In ognuno di questi casi, che sono certo avrai sperimentato anche tu nella tua vita, eri proprio in uno stato ipnotico del tutto spontaneo e naturale.

Si, hai capito bene, anche tu vivi ogni giorno l’ipnosi senza esserne consapevole come tutte le persone al mondo, nessuno escluso. Questo, di conseguenza, vuol dire che tutti, ma proprio tutti, possono andare in ipnosi in vari modi, ovvero:

  • spontaneo e naturale
  • con la guida di una persona qualsiasi o di un ipnotista
  • in autoipnosi, ovvero guidando tu stesso la tua mente a entrare in modo consapevole in stato ipnotico

Queste affermazioni a volte creano qualche perplessità in coloro che mi seguono qui sul blog oppure sui miei canali social.

La questione è che l’ipnosi, forse per la particolarità delle sue caratteristiche e dei modi con i quali si manifesta, da adito alle spiegazioni più strane e fantasiose, spesso perfino allarmanti. Ecco allora alcune evidenze scientifiche e qualche serena considerazione su quello che può essere il vero significato di ipnosi.

1. Ipnosi: significato

La parola ipnosi intanto deriva dal greco hypnos che vuol dire sonno. Fu utilizzata verso la metà del XIX secolo da James Brad per identificare un fenomeno all’inizio associato in modo erroneo appunto al sonno.

Con l’avvento delle immagini nelle indagini sul cervello e, in particolare, della PET e della fMRI è stato finalmente possibile fare maggiore chiarezza sulla differenza tra sonno e ipnosi. Quello che emerso, in particolare, è che, rispetto al sonno, quando il cervello è in stato ipnotico si attivano specifiche aree come le prefrontali sinistre e post centrali bilaterali.

Se ne deduce quindi che l’ipnosi è tutt’altro che sonno, anzi corrisponde a una intensa attività di varie aree del cervello.

2. Ipnosi: come funziona

Lo stato di trance ipnotica infatti è caratterizzato da un elevato livello di concentrazione dell’attenzione e dalla sincronizzazione dei neuroni che favorisce la produzione di onde alfa e theta. Questo è uno dei motivi per i quali la capacità di controllo della persona in trance è, non solo presente, ma perfino maggiore rispetto alle condizioni di veglia sul mondo esterno.

Tale capacità favorisce inoltre l’accesso alle infinite informazioni contenute nell’inconscio grazie alle quali, elaborate opportunamente senza esserne consapevoli, è possibile ottenere quelle intuizioni geniali che ci stupiscono come Eureka di Archimede.

Questo è ciò che accade, anche in modo spontaneo e naturale, quando la mente funziona in questa modalità.

La questione è dunque decidere se ignorare questa grande opportunità o se invece sfruttarla al meglio secondo le esigenze personali di ognuno.

Spesso nei commenti lasciati da coloro che mi seguono in particolare sui social, taluni mi chiedono perché si dovrebbe imparare a ipnotizzare le persone.

La risposta potrebbe essere per lo stesso motivo per il quale impari a usare un coltello, un phone per capelli o qualsiasi altro strumento ovvero per soddisfare i tuoi scopi quali che siano.

L’ipnosi è perciò uno strumento attraverso il quale puoi entrare in contatto con l’inconscio delle persone o del tuo con l’autoipnosi.

A che scopo?

3. Ipnosi: applicazioni

Si può senza dubbio affermare che ormai l’impiego dell’ipnosi sia entrato a pieno titolo nell’ambito clinico e terapeutico in generale.

Spesso infatti viene utilizzata come valida alternativa ai farmaci per l’anestesia per quei pazienti che ne sono allergici.

Molti psicoterapeuti hanno inglobato l’ipnosi nei protocolli adottati nella cura delle psicopatologie.

Nel coaching inoltre l’ipnosi, specie quella detta conversazionale o ericksoniana, trova ampia applicazione per numerosi scopi, quali la definizione di obiettivi, il recupero di risorse interiori o il superamento di convinzioni limitanti.

Utilizzare infine l’autoipnosi è straordinariamente efficace per gestire lo stress, trovare nuove idee per la propria attività e comunque vivere la propria vita nel benessere psicofisico.

Una risposta ulteriore al quesito del perché si dovrebbe imparare a usare l’ipnosi è la capacità di essere carismatico e persuasivo.

4. Ipnosi e comunicazione

Ti sarà di certo capitato di ascoltare i discorsi di grandi comunicatori come l’ex presidente USA Barrack Obama, l’attore Denzel Washington oppure gli indimenticabili Gandhi, Martin Luther King e Gesù. Tutti loro avevano in comune la capacità di mandare in trance ipnotica centinaia se non migliaia di persone.

Ma come fanno taluni ad essere così ipnotici?

La capacità più importante credo sia prima di tutto quella di andare essi stessi e per primi in uno stato di trance nel quale poi riescono a trascinare senza fatica e spesso inconsapevolmente le persone alle quali si rivolgono.

Ipnosi e teatro

È quello che per esempio noto quando recito sul palcoscenico di un teatro.

Bastano pochi minuti o forse meno, dal momento in cui entro in scena e pronuncio le prime battute, per immergermi del tutto in quel magico stato ipnotico.

Io divento il personaggio, provo le sue emozioni, sento le sue esigenze e insieme a me il pubblico. A volte capita quell’attimo di lucidità nel quale lo sguardo incontra quello delle persone sedute in platea. E in quei pochi attimi mi rendo conto che sono in trance ipnotica anch’esse, con lo sguardo perso nel vuoto, immobili, a volte con un’espressione di strano stupore immobilizzata sul viso.

Poi mi immergo nuovamente nel personaggio e proseguo la mia performance.

Allo stesso modo con cui un attore riesce a far viaggiare l’immaginazione del pubblico, anche un buon oratore può fare altrettanto tanto da meritarsi spesso l’appellativo di magnetico, trascinatore o, appunto, ipnotico.

Si possono ottenere questi stessi risultati avendo il dono naturale di essere carismatici. È tuttavia anche possibile imparare ad essere ipnotici e carismatici acquisendo specifiche competenze e abilità.

Tra le tante quelle più importanti riguardano:

  • l’uso del linguaggio, con il quale puoi suggerire alla mente delle persone immagini particolari che abbiano un significato soggettivo per ciascuno di loro
  • la capacità di utilizzare la voce agendo sul volume, sui toni
  • le pause nel ritmo del discorso utilizzate ad arte per creare aspettative, suspence
  • lo sguardo, che spazia come uno scanner negli occhi di ogni ascoltatore
  • l’arte di raccontare storie ricche di contenuti metaforici

Questa dunque è un’applicazione, molto affascinante, della tecnica ipnotica per indurre nelle persone uno stato ideale che le rende più recettive pur conservando in modo assoluto il pieno controllo della propria mente.

Puoi utilizzare la comunicazione ipnotica, per esempio, per attrarre l’attenzione delle persone su una tua idea o un prodotto commerciale, fermo restando che la persona lo acquisterà soltanto se dovesse servirgli.

I have a dream – ho un sogno – come diceva Martin Luther King, che un giorno i tabù intorno all’ipnosi svaniscano nel nulla anche grazie alle persone che, come me, credono e divulgano una versione forse meno spettacolare ma senza dubbio più utile.

E ora…lasciati andare.

MAPPA MENTALE IPNOSI SIGNIFICATO
MAPPA MENTALE ARTICOLO

Bibliografia

Erickson, M., H., Rossi, E., L., Ipnoterapia, 1982, Roma, Astrolabio Ubaldini

Bandler, R., Grinder, J., Ipnosi e trasformazione, 1983, Roma, Astrolabio Ubaldini

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