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Assertività e comunicazione

Tempo di lettura: 5 minuti

In che relazione sono assertività e comunicazione? Te ne parlo in questo articolo offrendoti spunti sui quali meditare per rendere più efficaci la tua capacità di essere assertivo e di comunicare.

1. Comunicazione: significato

Comunicazione è un sostantivo che deriva dal latino communicare e che vuol dire rendere comune, far conoscere, far sapere. (Treccani)

Nello specifico la comunicazione è ciò che fai quando vuoi rendere partecipe qualcuno di un tuo pensiero, un’idea, un’intenzione che esprimi per ottenere un risultato.

Richard Bandler, cocreatore della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) ama dire in proposito che

 il significato di qualsiasi comunicazione non sta in ciò che noi pensiamo che significhi, sta nella reazione che provoca.

Questo è un concetto che a volte sfugge, ma che dovrebbe essere ben chiaro in mente quando si comunica qualcosa a qualcuno.

Esso presuppone due aspetti fondamentali:

  • avere un obiettivo
  • che si comunica anche stando in silenzio

Se vuoi che la tua comunicazione sia efficace, prima di cominciare, devi perciò avere in mente cosa vuoi ottenere come risultato.

Puoi cioè comunicare per condividere semplicemente qualcosa con una persona. Come quando racconti al tuo partner come è trascorsa la tua giornata.

Oppure utilizzare la comunicazione per persuadere qualcuno riguardo a qualcosa come fai quando vuoi vendere un tuo prodotto o proporre una tua idea, un tuo punto di vista.

A volte si pensa, erroneamente, che stando in silenzio si possa evitare di comunicare.

Lo psicologo Paul Watzlawick, esperto di comunicazione, ci ricorda che è impossibile non comunicare.

La comunicazione, infatti, avviene su piani diversi, ovvero

  • verbale, cioè attraverso le parole, il linguaggio che usiamo
  • paraverbale, in base al volume, toni e ritmo della voce
  • non verbale, cioè attraverso espressioni del viso e posture del corpo

Nel quotidiano possiamo usare un modo oppure una loro combinazione.

La comunicazione, quindi, è molto complessa e dipende dall’atteggiamento che assumi, come ad esempio l’assertività.

2. Comunicazione assertiva

La comunicazione assertiva si realizza dunque quando rendi comune o fai conoscere il tuo pensiero con atteggiamento assertivo, comportamento assertivo.

Dal punto di vista etimologico assertività è un sostantivo che deriva dal verbo asserire cioè affermare, sostenere qualcosa verso qualcuno. (Treccani)

Nel suo significato più ampio l’assertività è la capacità, che potremmo anche definire il dono di chi riesce a esprimere il proprio pensiero, le proprie opinioni ed emozioni cercando, nel contempo, di rispettare il proprio interlocutore.

Detta così potrebbe apparire semplice anche se, in realtà, per applicare concretamente la comunicazione assertiva è necessario adottare specifici comportamenti che soddisfino certe condizioni.

Punti di vista

Prima fra tutte la capacità di comprendere che, oltre al proprio, esistono diversi punti di vista, compreso appunto quello del nostro interlocutore. Possiamo ritenerlo sbagliato, lontano o perfino in antitesi col nostro, ma è l’opinione di un nostro simile che ha soltanto cultura ed esperienze diverse dalle nostre.

Dal punto di vista psicologico, i neuroni dell’interlocutore contengono diverse informazioni e, di conseguenza, può avere una diversa mappa di concetti combinati tra loro con mille combinazioni non necessariamente sbagliate. Solo diverse.

L’ideale sarebbe considerare che, tale diversità, piuttosto che un ostacolo, può rappresentare per noi perfino motivo di stimolo ad ampliare il nostro punto di vista, arricchendolo.

Per far questo è tuttavia necessario soddisfare un’altra condizione ovvero l’ascolto.

L’ascolto

La comunicazione inefficace deriva soprattutto dalla scarsa disponibilità all’ascolto che non deve essere visto soltanto in senso passivo, cioè semplicemente ascoltare, ma anche in senso cosiddetto attivo.

L’ascolto diventa attivo quando, durante la comunicazione, sensibilizzi tutte le tue capacità percettive e cognitive.

Quando cioè ascolti con le orecchie anche gli elementi paraverbali, come il volume e i toni di voce, osservi i segnali non verbali, percepisci il tipo di contatto che eventualmente hai con la persona.

Sei attivo nell’ascolto anche quando ti impegni a comprendere il reale significato di ciò che il tuo interlocutore intende attraverso la scelta delle parole, cercando inoltre di immedesimarti in lui.

La comunicazione assertiva richiede soprattutto di avere la capacità di garantire equilibrio, dando cioè spazio all’interlocutore, evitando di parlare soltanto o, peggio, di interromperlo, sovrapponendosi alle sue parole, alzando il volume della voce per sovrastarlo.

Alta autostima

Una delle caratteristiche tipiche di un comunicatore o leader assertivo è avere una buona autostima ovvero un insieme di fiducia nelle proprie capacità e serena accettazione dei propri limiti.

Sorridere

Alle condizioni da soddisfare, rispettare i punti di vista, ascoltare in modo attivo e avere una buona autostima, aggiungerei un ingrediente che, secondo me, non dovrebbe mai mancare quando interagisci con le persone, cioè il sorriso.

Il sorriso ha un duplice potere straordinario.

Da un lato comunica al tuo interlocutore che sei in empatia con lui e disponibile ad ascoltarlo.

Allo stesso tempo, quando sorridi, stimoli il tuo cervello a produrre ormoni del benessere come endorfine, serotonina, dopamina, ossitocina che favoriranno un tuo atteggiamento sereno e ben disposto.

La comunicazione win – win

Nella comunicazione assertiva non esistono vincitori o vinti, soltanto persone che si confrontano in maniera serena, pronte non soltanto a sostenere il proprio punto di vista, ma anche esplorare il mondo dell’altro con la giusta curiosità per scoprire qualcosa di buono da inglobare nel proprio punto di vista.

Si dovrebbero perciò evitare situazioni nelle quali si sentono cose del tipo

Ho ragione io…Eh no, ho ragione io invece!

e creare i presupposti affinché, alla fine si risulti entrambi vincitori come accade appunto nella comunicazione detta win – win, cioè vinci – vinci.

Un esempio di schema tipico di comunicazione assertiva potrebbe essere

Ho capito cosa intendi e trovo interessante questo aspetto.

Puoi considerare come alternativa, se vuoi, il mio punto di vista sull’argomento.

Se hai delle perplessità su quello che ti ho descritto riguardo all’assertività nella comunicazione posso comprenderlo, è naturale che accada quando qualcuno ci propone qualcosa di diverso dal nostro consueto modo di fare.

Sono allo stesso tempo dell’opinione che, prendere in considerazione questa modalità di comunicazione, possa portarti grandi vantaggi. Devi soltanto provare e fare pratica.

3. Imparare l’assertività nella comunicazione

Per un periodo di 20 – 30 giorni, impegnati a fare esercizio riguardo:

  • alla capacità di accettare di prendere in considerazione il punto di vista altrui
  • all’ascolto attivo
  • alla abitudine a sorridere di più
  • all’uso del linguaggio, cercando parole e frasi che evitino di far irrigidire l’interlocutore

Nella mia vita e nella mia carriera di pilota di elicotteri e di comandante nella Guardia di Finanza ho avuto il privilegio e la fortuna di aver potuto imparare e mettere in pratica l’assertività, ogni giorno, sia nei comportamenti che nel modo di comunicare.

Ogni volta che sono riuscito ad essere assertivo ne ho sempre tratto grandi benefici che mi hanno consentito di realizzare importanti obiettivi personali e professionali garantendo nel contempo il rispetto alle persone con le quali ho interagito e che mi hanno spesso ripagato con stima e affetto.

Mappa mentale assertività e comunicazione
Mappa mentale articolo

Bibliografia

Vargiu, G., Le onde del successo, 2023, Youcanprint 

Watzlawick, P, Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, 1971, Astrolabio Ubaldini

 
 

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