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Metodi di insegnamento

Tempo di lettura: 4 minuti

In questo articolo ti parlerò di metodi di insegnamento, quelli tradizionali di un tempo e quelli più adeguati al modo di funzionare della mente.

Sei un insegnante e vuoi svolgere al meglio la tua professione?

Sei uno studente e vorresti avere degli insegnanti che adottassero un metodo più efficace?

Oggi voglio offrirti il mio punto di vista riguardo al come insegnare in maniera da rendere l’apprendimento più gradevole, efficace e veloce.

Nel corso della mia lunga carriera come pilota di elicotteri ho avuto modo di vivere la meravigliosa esperienza dell’insegnamento come pilota istruttore che mi ha consentito di affrontare problematiche specifiche.

Ho infatti avuto l’opportunità di occuparmi di ogni fase dell’addestramento, dalla pianificazione dei corsi di pilotaggio avanzati alla redazione di dettagliati programmi didattici e alla loro applicazione. In particolare ho svolto il ruolo di insegnante di materie aeronautiche specifiche per l’elicottero e di istruttore in volo con tanti giovani piloti.

Questa meravigliosa esperienza mi ha richiesto di comprendere e approfondire i metodi di insegnamento più efficaci e consoni ai contenuti da divulgare e alle modalità di apprendimento della mente umana che oggi voglio condividere con te.

Che tu sia un insegnante o un discente, a qualsiasi titolo, sia esso in ambito scolastico che lavorativo, conoscere le dinamiche usate dalla mente per apprendere e adottare un metodo efficace può rendere l’insegnamento e l’apprendimento esperienze efficaci e gratificanti.

Vediamo allora di entrare un po’ più nel vivo dei metodi di insegnamento a cominciare dal significato delle parole.

1. Metodo di insegnamento: etimologia e significato

Il termine metodo può avere più significati, ma quello che mi sembra più aderente al tema dell’insegnamento è quello che deriva dal latino methŏdus e dal greco methodos e che vuol dire letteralmente via per giungere a un determinato luogo o scopo secondo un ordine e un piano prestabiliti.

Il verbo insegnare invece deriva dal latino insignare ovvero imprimere segni, in questo caso nella mente. In genere significa fare in modo, con le parole, spiegazioni o esempi che altri acquistino una o più conoscenze, esperienze, abitudini, capacità di compiere operazioni per lavoro o altre attività.

Ecco, l’insegnamento è l’attività dell’insegnare con un metodo, una continuità e un obiettivo ben definito sia esso un mestiere, un’arte, una materia scolastica e molto altro ancora.

Se quindi per imprimere un segno nella mente di un discente è necessario svolgere azioni prestabilite secondo un piano allora è necessario definirlo in maniera quanto più adatta alla fisiologia del cervello umano affinché il risultato sia un apprendimento efficace, veloce e piacevole.

In cosa consiste allora un metodo di insegnamento?

Insegnare è un’attività complessa, fatta cioè di azioni che richiedono skills, competenze altrettanto complesse che potremmo definire hard e soft.

Le hard skills, sono competenze specifiche riguardanti la conoscenza di ciò che si vuole insegnare, sia essa teorica, come l’aerodinamica dell’elicottero, che una azione pratica, come ad esempio la manovra di atterraggio. Affinché un insegnante riesca a imprimere i segni giusti nella mente del discente è essenziale che abbia un’ampia conoscenza ed esperienza di ciò che deve trasmettere. Soltanto così sarà in grado di adeguare il suo insegnamento alle competenze di base del discente.

Per trasmettere in modo efficace il suo insegnamento è altrettanto utile, se non indispensabile, che l’insegnante possegga anche le cosiddette soft skills, ovvero competenze riguardo per esempio al modo di entrare in empatia con il discente, di comunicare in modo efficace o anche di gestire il proprio stato d’animo.

2. Metodo di insegnamento: la struttura

L’insegnamento ha in realtà una sua struttura che comprende:

  • la definizione dell’obiettivo didattico
  • la creazione di un piano didattico
  • l’esposizione dei contenuti
  • le esercitazioni
  • la verifica dell’apprendimento
  • la rimodulazione eventuale del piano didattico

La definizione dell’obiettivo didattico

Quando entravo in aula per svolgere una lezione, per esempio di navigazione aerea, avevo un obiettivo ovvero insegnare durante quelle ore degli argomenti programmati, come tracciare una rotta o il sistema di coordinate terrestri.

La creazione di un piano didattico

Per far questo seguivo un preciso piano di lezione preparato prima di presentarmi davanti ai giovani piloti e che adattavo lezione durante con piccole modifiche in relazione alla risposta dell’uditorio.

L’esposizione dei contenuti

Per esporre i contenuti in maniera efficace cercavo di adeguare il mio linguaggio alle conoscenze preesistenti dei discenti. Prima di cominciare un corso perciò proponevo loro un questionario finalizzato a conoscere le loro competenze così da essere pronto a spiegare gli specifici argomenti in modo comprensibile.

L’esposizione comprendeva esempi, immagini proiettate sullo schermo a parete, schemi o parole chiave scritte al momento su una lavagna. Quando possibile, per esempio, la lezione si svolgeva direttamente intorno all’elicottero per mostrare i componenti reali, come i comandi di volo, il computer di navigazione o il carrello di atterraggio.

Le esercitazioni

Dopo aver spiegato gli argomenti risultava spesso utile, quando possibile e applicabile, proporre delle esercitazioni che favorissero un migliore apprendimento delle nozioni esposte in precedenza.

Come ad esempio tracciare una rotta sulla carta di navigazione, calcolare gli effetti del vento con un regolo calcolatore o simulare l’esecuzione dei controlli pre volo sull’elicottero.

La verifica dell’apprendimento

Il passo successivo e cruciale è quello della verifica dell’apprendimento.

È utile infatti, prima di andare avanti con l’insegnamento, accertare che sia stato appreso quanto fatto in precedenza. La verifica è bene farla sia durante o al termine della singola lezione sia a conclusione di una parte del programma o dell’intero corso.

Accertare l’avvenuto apprendimento è possibile farlo ponendo delle domande, a voce o attraverso dei questionari scritti, oppure chiedendo di svolgere determinate azioni così da essere certi che siano state assimilate le cose oggetto dell’insegnamento.

Allo scopo di perfezionare l’insegnamento, i contenuti e i modi di proporli, è di grande utilità chiedere ai discenti un proprio feedback cioè la loro valutazione riguardo all’insegnamento ricevuto, attraverso commenti a voce o anche per mezzo di test di valutazione anonimi così da stimolare anche commenti più sinceri.

La rimodulazione del piano didattico

La verifica dell’apprendimento e il test di valutazione da parte del discente sono preziosi strumenti grazie ai quali si possono apportare eventualmente le necessarie modifiche e/o integrazioni al programma didattico.

L’apprendimento è uno dei più importanti processi cognitivi della mente grazie al quale riusciamo ad adattarci alle nuove esigenze che ogni giorno la vita ci propone o che soddisfino gli obiettivi personali e professionali che ci poniamo.

Apprendere però in maniera veloce e soprattutto efficace, come poteva essere richiesto ai giovani piloti di elicottero che ho incontrato nell’arco della mia carriera di istruttore, richiede metodi di insegnamento adeguati agli obiettivi definiti, ai discenti e agli insegnanti così da permettere di imparare meglio le meraviglie della vita in tutti i suoi aspetti.

 

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti. Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per conoscere il tuo punto di vista.

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