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Cos’è la coscienza

Tempo di lettura: 5 minuti

Articolo aggiornato il 10 Giugno 2024

Cos’è la coscienza, qual è il significato, da cosa dipende e quali sono gli effetti sulla mente umana.

Ho preso coscienza delle mie capacità e dei miei limiti.

Paolo è una persona senza coscienza.

Quando parliamo di coscienza possiamo riferirci a diversi ambiti.

In questo articolo voglio invitarti a riflettere sulla coscienza dal punto di vista psicologico ovvero cosa accade quando sei o meno cosciente. 

Partiamo allora, come di consueto, dal significato.

1. Coscienza significato

Il termine coscienza deriva dal latino conscientia, a sua volta derivante da conscire, una parola composta da cum e scire cioè sapere insieme. Il sapere cioè si associa alla consapevolezza che si ha di se stessi e dei propri pensieri. (Treccani)

Coscienza e consapevolezza perciò, pur essendo spesso utilizzati come sinonimi, sono diversi tra loro.

Coscienza e consapevolezza: differenza

Si potrebbe dire che la coscienza è l’acquisizione e successiva elaborazione mentale delle informazioni provenienti dai sensi, cioè quello che vedi, ascolti e percepisci. E questo può avvenire tanto in maniera da renderti conto delle informazioni stesse, quanto da non accorgertene.

La consapevolezza è invece renderti conto di quelle informazioni sensoriali ed eventualmente fare volontariamente su di esse delle considerazioni di vario genere.

I tuoi occhi possono cioè vedere persone e cose intorno a te, e quindi la tua coscienza è attenta alle informazioni esterne.

Ciò tuttavia non vuol dire che tu sia allo stesso tempo anche consapevole di tutte quelle informazioni che ricevi.

Forse lo sarai riguardo a quelle sulle quali dirigi una parte della tua attenzione, ma non delle altre informazioni che saranno invece ignorate o, al limite, prese in considerazione dalla tua mente senza che tu ne sia consapevole.

Nell’arco delle 24 ore la coscienza, e i processi che il cervello attiva, funziona in diversi modi detti appunto stati di coscienza.

2. Stati di coscienza

Hans Berger, psicologo e fisiologo tedesco, fu il primo a scoprire che il cervello produce attività elettrica la cui frequenza varia nell’arco delle 24 ore in relazione alle funzioni che la mente svolge.

Berger misurò questa attività elettrica, con un antenato dell’ elettroencefalografo, e scoprì che la mente lavora in maniera diversa e specifica.

Tali modalità furono poi catalogate ufficialmente nei cosiddetti stati di coscienza i quali, a partire dalle frequenze più basse, sono:

  • delta, da 0 a 3 Hz
  • theta, da 3 a 7 Hz
  • alfa, da 7 a 14 Hz
  • beta, da 14 a 30 Hz
  • gamma, da 30 a circa 90 Hz e oltre

I primi tre, delta, theta e alfa sono gli stati della mente attivi quando l’attenzione è rivolta all’interno, cioè ai pensieri e ai ricordi. In questi casi non sei perciò cosciente, quindi puoi non renderti conto in tutto o in parte, delle informazioni che provengono dai tuoi sensi.

È quello cioè che accade quando sei assorto nei tuoi pensieri e perdi di vista, come si suol dire, quello che sta accadendo fuori. E questo può accadere, tanto se hai gli occhi chiusi quanto se li hai aperti, ma in realtà hai la vista sfocata e quindi non vedi.

Sono quelle conosciute come allucinazioni negative, ovvero immagini che arrivano fisicamente agli occhi, ma non alla mente.

Quando invece la tua attenzione è rivolta all’esterno ecco che allora diventi tecnicamente cosciente, cioè attento alle informazioni che ti arrivano dai sensi.

Questi stati sono detti appunto anche stati di coscienza vigile nei quali la frequenza delle onde cerebrali aumenta con l’aumentare della concentrazione.

Questo alternarsi tra uno stato di coscienza e un altro dipende, oltre che dall’attenzione, anche e soprattutto dalla memoria.

Rispetto alla grande quantità di informazioni che riceviamo dai nostri sensori rivolti a ciò che ci accade intorno, soltanto una minima parte può essere elaborata dalla memoria, quella a breve termine.

Le informazioni rimanenti, la maggior parte, vengono invece del tutto ignorate ed eliminate oppure elaborate senza esserne consapevoli dai processi inconsci della memoria a lungo termine e, in particolare, dalla funzione priming della memoria implicita.

Quest’ultima è una funzione che influisce molto sui processi cognitivi della mente e, di conseguenza, su tutta la nostra vita in generale.

Spesso infatti i nostri comportamenti sono influenzati da informazioni sensoriali senza averne appunto la coscienza.

Esperimenti scientifici hanno dimostrato, per esempio, che le persone erano più serene e disponibili verso gli altri, quando le si offriva prima una tazza di tè caldo rispetto invece a una bevanda fredda.

Ciò è una ulteriore conferma che, la maggior parte dei processi mentali avvenga senza avere né coscienza né consapevolezza, proprio a causa dei limiti della memoria e, in particolare, di quella a breve termine.

Differenza tra conscio e inconscio

L’inconscio perciò, per quanto sia spesso considerato come qualcosa di misterioso ed esoterico, non è altro che quella parte della mente che svolge un immenso lavoro senza che ne si abbia coscienza.

Una migliore conoscenza di come funziona la mente ci consente peraltro di sfruttarne al meglio le sue potenzialità, specie quelle che sfuggono alla coscienza, ma che sono molto potenti.

3. Come gestire la coscienza

Per acquisire la capacità di sfruttare e controllare l’inconscio, è necessario soprattutto aumentare la consapevolezza riguardo a dove orienti la tua attenzione, momento per momento.

Questo ti consentirà di stimolare la mente e quindi il cervello a lavorare nello stato di coscienza che al momento ti è più utile.

Se, per esempio, hai necessità di essere vigile su qualcosa che sta accadendo intorno a te, dovrai dirigere, e soprattutto mantenere, la tua attenzione su quella cosa o persona ed essere consapevole di eventuali distrazioni. In tal modo sarai in grado di riportare nuovamente l’attenzione su ciò che ti è utile in quel momento.

Puoi in alternativa decidere di accedere ai poteri della tua mente inconscia spostando invece la tua attenzione all’interno, ai pensieri e ai ricordi, e mantenerla fino al momento necessario. In questo modo stimolerai il cervello a produrre onde alfa e theta per accedere più facilmente alle risorse della tua mente inconscia.

Coscienza e consapevolezza sono dunque funzioni essenziali che, se gestite adeguatamente, possono aiutarti a vivere pienamente il presente, ad essere cioè protagonista della tua vita piuttosto che semplice esecutore di quello che il caso ti propone.

Dedica perciò del tempo, preferibilmente se tutti i giorni, ad esercitarti per imparare a controllare meglio dove dirigi la tua attenzione così da utilizzare la tua coscienza in modo ottimale.

Mappa mentale cos’è la coscienza

Bibliografia

Vargiu, G., Le onde del successo, 2023, Youcanprint

Bargh, J.  A tua insaputa, 2018, Torino, Bollati Boringhieri

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