Memoria. Ognuno ai propri posti!

Tempo di lettura: 7 minuti

Articolo aggiornato il 23 Maggio 2022

La Memoria, in psicologia, è uno dei processi cognitivi più importanti senza la quale potremmo fare ben poche cose. 

Oggi ti svelo i segreti della Memoria, nel suo complesso, le sue componenti a breve e lungo termine e come puoi sfruttarla in maniera ottimale

  • nello studio,
  • al lavoro e
  • nel quotidiano.

Dimentico sempre tutto. Come farò a ricordarmi tutte queste cose per l’esame? 

Occhio!

Trattala bene la tua memoria perché ti serve per ricordare, non solo l’anniversario ed evitare il peggio, ma per tante altre circostanze da gestire nell’immediato e/o nel lungo periodo. Di fatto, dopo che hai orientato la tua Attenzione, consapevolmente o meno, la Memoria ti serve per conservare le informazioni che ti arrivano dappertutto, per il tempo necessario ovvero

  • a Breve Termine e
  • a Lungo Termine.

1. Memoria e ricordo: il significato

Un tempo si pensava che la Memoria fosse nel cuore e, infatti, il termine ricordare, dal latino recordari, recordis, cioè appunto cuore. Oggi dicendo ricorda intendiamo richiama alla memoria qualcosa, un evento, un’immagine o un profumo.

In realtà, come tutti sanno, la memoria risiede nel cervello, forse il nostro organo più importante. Essa svolge una serie infinita di funzioni essenziali per la nostra capacità di adattamento e per la stessa sopravvivenza, proprio come una manager molto dinamica ed efficiente.

2. La Memoria: un’efficiente Manager

Immagina di aprire una finestrella e affacciarti nella tua scatola cranica: rimarrai senz’altro stupito trovando una Manager di altissimo profilo, la Memoria, la quale gestisce un’enorme e complessa azienda. Lei è molto severa, ma straordinariamente efficace e può avvalersi di collaboratrici e collaboratori di pregevole livello.

Le due principali manager che collaborano con Lei, con le quali si confronta in ogni momento della giornata, sono responsabili dei settori Memoria a Breve Termine e Memoria a Lungo Termine.

Entrambe sono efficientissime anche perché, con un Capo come la Memoria, non potrebbero fare diversamente.

Memoria psicologia

3. La Memoria a Breve Termine

La manager della Memoria a Breve Termine, una tipa per la verità un po’ schizzata, ha però un compito particolarmente delicato. Deve decidere, in pochissimo tempo, da qualche millisecondo a pochi minuti, se conservare l’informazione e mandarla al reparto della Memoria a Lungo Temine oppure eliminarla e liberare spazio per le altre che continuano incessantemente ad arrivare.

Come un pronto soccorso

Wow! Sembra quasi di essere in un Pronto Soccorso affollato da pazienti più o meno gravi che corrono affannati da una stanza all’altra, alcuni insofferenti, altri tranquilli e con un’espressione smarrita.

Le informazioni sensoriali

Quando le informazioni arrivano dai sensori, occhi, orecchie, naso, lingua, pelle, che sono concentrati su qualcosa o qualcuno,  la MBT deve decidere, rapidamente, quali e quante di quelle deve mantenere ed elaborare e quali, invece, eliminare perché superflue, almeno in quel momento.

4. Il Sistema Centrale Esecutivo: La Sala operativa

Questo accade in una sorta di sala diagnosi, un’avveniristica sala operativa, non molto grande (Sistema Centrale Esecutivo): può ospitare al massimo 7 +/- 2 informazioni o gruppi di esse, mentre le altre rimangono in sala d’attesa o ignorate.

L’ordine di arrivo

Il criterio spesso adottato per selezionarle e inviarle al reparto Lungo Termine, per la definitiva memorizzazione, è quello dell’ordine di arrivo che è un po’ particolare: vengono cioè privilegiate

  • le prime arrivate (Primacy) e
  • le ultime (Recency),

mentre quelle che sono lì in attesa già da un po’ spesso vengono ignorate. Entrambe, tuttavia, devono essere riviste più volte affinché si crei una traccia, un sentiero che le guidi alla Memoria a Lungo Termine.

Eccezioni

Non mancano, come al solito, le eccezioni per i raccomandati.

Le informazioni  accompagnate da intense emozioni, come la nascita di un figlio, il primo bacio, la scottatura sui fornelli, evitano la trafila che fanno tutte le altre e vanno dritte dritte al Lungo Termine ove hanno più probabilità delle altre di rimanere lì a vita.

Altre funzioni

Nella sala diagnosi, inoltre:

  • vengono inibite le risposte automatiche in caso di necessità,
  • si trasferisce l’attenzione da un compito all’altro, magari ritenuto più urgente o importante o ancora
  • si aggiornano, si tengono a mente, le informazioni che devono essere ricordate per qualche ragione.

Beh, non c’è che dire, un gran lavoro di

  • raccolta ,
  • valutazione e
  • smistamento di informazioni
    • al deposito rifiuti (forse la maggior parte) o, finalmente,
    • alla Memoria a Lungo Termine per la conservazione permanente dei ricordi.
Atkinson Shiffrin memory model
Atkinson Shiffrin memory model

5. La Memoria a Lungo Termine (MLT)

La Memoria a Lungo Termine , la più anziana dei manager, molto calma, saggia, gestisce un reparto le cui dimensioni dicono siano infinite e che si divide, a sua volta, in altri due settori, la Memoria Dichiararativa e Non Dichiarativa.

Memoria non dichiarativa o Implicita

La Memoria non dichiarativa o implicita è detta tale perchè quando prelevi informazioni non ne sei consapevole, avviene cioè automaticamente. Essa, a sua volta, comprende altri due reparti:

  • la Memoria procedurale
  • il Priming semantico.

Memoria Procedurale

Nella Memoria Procedurale sono conservati i ricordi dei quali non sei consapevole del tipo come si fa ad andare in bicicletta, a guidare l’auto o a pilotare un elicottero per i quali, una volta imparato, accedi inconsapevolmente alla sequenza di istruzioni e alle modalità per farlo.

E’ il noto passaggio attraverso le quattro fasi dell’apprendimento,

  • incapacità inconscia, 
  • incapacità conscia,
  • capacità conscia e 
  • capacità inconscia.

Priming semantico

Nel settore del Priming semantico c’è anche un tipo di memoria che riproduce quello che potremmo chiamare effetto Google.

Hai presente quando cominci a digitare le prime lettere facendo una ricerca su Google?

Hai certamente notato che ti compare una lista di possibili parole che possono completare quella che hai cominciato a scrivere. In questo modo la scelta è velocizzata perché, senza scrivere altro, puoi semplicemente fare click sulla/e parola/e che soddisfano la tua ricerca.

Beh, sappi che il tuo cervello fa la stessa cosa. Quando qualcuno ti parla o mentre leggi qualcosa Lui predispone una serie di scelte possibili che poi tu fai in maniera inconsapevole.

Memoria dichiarativa o Esplicita

Nell’altro settore, invece, sono custodite le cose che riesci ad evocare in maniera cosciente cioè quelle legate a eventi, episodi come ad esempio lo sbarco sulla Luna o l’attentato alle torri gemelle a New York.

A questo tipo di ricordi appartengono anche quelli autobiografici, cioè quelli che ti riguardano personalmente, come l’ultima vacanza in Sardegna, il primo esame universitario o quando hai preso il tuo cucciolo di cane. Questi possono rimanere tanto più a lungo in memoria quanto più intenso era lo stato emotivo, di gioia, paura o rabbia associato a quegli eventi.

Anche la Memoria dichiarativa comprende altri settori interni quali:

  • Memoria prospettica
  • Memoria semantica

Memoria Prospettica

Questi ricordi riguardano ciò che ci prefiggiamo di fare nel futuro più o meno immediato come:

Domani devo ricordarmi di pagare l’affitto!

A proposito, stasera siamo a cena dai Viola.

Appena vedrò Vittorio gli chiederò se domani vuole venire a fare jogging. 

Memoria Semantica

Ci sono, infine, i ricordi legati alla conoscenza i quali, specie per gli studenti, sono fonte di gioie e dolori perché richiedono di essere lavorati, con un certo numero di ripetizioni, per essere conservati più a lungo possibile o diventare permanenti.

Il compito, il più delle volte, risulta noioso e faticoso e spesso il risultato non è sempre soddisfacente perché la semplice ripetizione provoca, dopo poco, la perdita della maggior parte delle informazioni studiate. Ecco che allora bisogna correre ai ripari con qualcosa di più efficace.

6. Tecniche di memoria

Per rendere il lavoro più piacevole ed efficace puoi utilizzare diverse tecniche di memoria che si basano prevalentemente sulla trasformazione di parole in immagini, molto più semplici da ricordare, e che coinvolgono anche la parte creativa del cervello che si trova, alcuni sostengono, nell’emisfero destro.

I meccanismi fondamentali di base sono

  • la visualizzazione e
  • l’associazione.

Visualizzazione

Con la visualizzazione ti rappresenti mentalmente l’immagine della parola da ricordare utilizzando tutti i sensi affinché sia quanto più vivida possibile.

Memoria limone
Limone
Memoria ape
Ape

Associazione

Con l’associazione, invece, leghi l’immagine di ogni parola con quella successiva creando una catena, una sorta di video.

Limone

Ape

Quando lo visualizzerai successivamente ti renderai immediatamente conto di quanto è rapido ed efficace riportare alla mente la sequenza, non importa quanto lunga, delle parole memorizzate.

La tecnica dei Loci ciceroniani

Altre tecniche più avanzate consentono poi di memorizzare una quantità enorme di informazioni con pochissime probabilità di errore come lo schedario mentale o la tecnica dei Loci già utilizzata da Cicerone, nel primo secolo avanti Cristo, per ricordare la sequenza dei suoi discorsi da tenere davanti al Senato.

Tecnica dei loci ciceroniani

Hai dei dubbi?

Prova con me.

Allora gioca con me, fai l’esperimento che ti propongo e, sono certo, non ne avrai più.

Esempio di tecnica di memoria

Supponi che devi andare al Supermercato a comprare delle cose, diciamo 10: pasta, banane, olio, miele, latte, shampoo, birra, limoni, pomodori e tonno.

Visualizza

Visualizza allora un rigatone gigante dal quale vedi spuntare una banana di cui sei goloso e allora cerchi di sbucciarla e mangiarla subito ma, non appena cerchi di afferrarla, di scivola dalle mani perchè è ricoperta di olio che ti imbratta le mani e te le rende stranamente appiccicose. Allora assaggi con la punta della lingua e ti accorgi che è dolce come il miele. Un miele strano perchè le mani ti diventano bianche come il latte.

Ti guardi intorno perchè vuoi pulirti le mani e vedi una enorme bottiglia di shampoo dove tutti si stanno lavando i capelli. Ti incuriosisci e vuoi sapere la marca dello shampoo, ma quando leggi l’enorme etichetta c’è scritto Heineken, la marca della tua birra preferita che a te piace bere con il limone. Un limone enorme che si apre e ne escono dei pomodori rossi e succosi ma che hanno stranamente delle pinne gialle come il tonno.

Verifica

Adesso copri l’elenco e, visualizzando le immagini che hai creato, ricorda l’esatta sequenza.

Non è strepitoso?

Hai impiegato soltanto pochi minuti, in maniera divertente, e sono certo riuscirai a ricordare quell’elenco molto facilmente.

Per farlo in maniera spedita e automatica dovrai semplicemente investire del tempo per fare un po’ di esercizio che ti sarà ampiamente ripagato con gli straordinari risultati che otterrai.

Ecco la Mappa mentale dell’articolo che ti aiuterà a ricordare meglio i contenuti.

Mappa mentale psicologia Memoria
Mappa mentale articolo

Gli articoli che leggi sono un mio libero contributo alla tua felicità e al tuo benessere e sono gratuiti. Sarò veramente felice quando vorrai condividerlo e scriverai qui di seguito un tuo commento, importantissimo per me per conoscere il tuo punto di vista.

Recensioni

Memoria. Ognuno ai propri posti!

Rated 5 out of 5
10 Settembre 2018

Bellissimo modo di spiegare i concetti!
Mi sono letteralmente guardata il film delle tue parole, inclusi suoni e profumi !!!
Grazie Giuseppe 🙂

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Clara

Memoria. Ognuno ai propri posti!

Rated 5 out of 5
8 Settembre 2018
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Ciccio

Memoria. Ognuno ai propri posti!

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6 Settembre 2018
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umberto

Memoria. Ognuno ai propri posti!

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2 Settembre 2018
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Michele pinto

Memoria. Ognuno ai propri posti!

Rated 5 out of 5
2 Settembre 2018
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Gianni Carbone

Risposta da Giuseppe Vargiu - SinaPsiCoaching

Grazie Giovanni, di certo puoi sbarazzarti dei pro ‘memoria’, vedo un po’ difficile liberarti degli occhiali 🙂

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