Insegnare che passione

Tempo di lettura: 5 minuti

Articolo aggiornato il 23 Maggio 2022

Oggi ti propongo una riflessione sull’insegnamento, sul ruolo dell’insegnante e come interpretarlo nel modo migliore utilizzando le metodologie didattiche più efficaci.

L’allievo non ha imparato o l’insegnante non ha insegnato? 

Annoso dilemma.

Puoi insegnare assumendo diversi ruoli, da quello del genitore a quello del prof a scuola, all’università o ancora quello, in generale, del formatore. Quale che esso sia hai davanti a te un compito impegnativo quanto sfidante e, se vuoi essere sicuro di riuscire nell’impresa, devi prendere in considerazione un po’ di cose. 

Per quasi quarant’anni ho avuto la fortuna, il privilegio e l’onere di insegnare a tanti giovani a pilotare elicotteri per scovare illeciti e questo ha insegnato a me come può essere meraviglioso quanto complesso trasferire ad altri le tue conoscenze e competenze.

1. Insegnare 

Insegnare significato

Insegnare vuol dire esporre, spiegare qualcosa in modo che venga appreso, dal latino insignare imprimere dei segni. 

È proprio questo il punto.

giuseppe vargiu pilota

Imprimere un segno. 

Se vuoi davvero fare un buon lavoro devi lasciare un segno che si imprima in modo istantaneo nella memoria della persona alla quale ti rivolgi. 

Ma io ho preparato le slide e gliele ho anche passate su chiavetta… 

E pensi che questo sia stato sufficiente? 

Spesso si pensa che per insegnare basti fare quello che fanno tanti altri per ottenere il risultato desiderato ma, ahimè, altrettanto spesso non basta. 

E allora come devo fare?

Emozionare per essere efficace

Semplice, devi emozionare. 

Cioè? 

Devi trovare un modo per generare un’emozione quanto più intensa possibile e, puoi stare certo, che quello che dirai lascerà il segno. 

L’obiettivo è far arrivare, in modo rapido ed efficace, quello che vuoi insegnare alla memoria a lungo termine del tuo allievo affinché si produca una modifica nel suo comportamento. E, per ottenere questo, devi presentare degli stimoli per la creazione di una traccia indelebile, possibile soltanto al verificarsi di due condizioni ovvero: 

  • la ripetizione dello stimolo, che però potresti non avere la possibilità di fare e 
  • l’associazione dell’informazione con un gancio emotivo che favorisca la produzione di sostanze chimiche, come la serotonina, ossitocina, che il cervello produce quando provi piacevoli sensazioni.

Diversamente, perfino dopo pochi secondi di parcheggio nella memoria a breve termine, quello che avrai detto finirà nel dimenticatoio, sarà perso per sempre e la tua performance di insegnante sarà stata pressoché inutile.

Quindi rimboccati le maniche e datti da fare. 

Ecco vedi, in realtà insegnare presuppone che ci siano dei…presupposti. 

Te ne propongo alcuni dei più importanti. 

2. Metodologie didattiche

Sulla base delle conoscenze scientifiche riguardo i processi cognitivi, in particolare all’apprendimento, della mia esperienza diretta come insegnante e pilota istruttore di elicotteri tra le metodologie didattiche più efficaci ci sono la conoscenza:

  • dell’argomento
  • del linguaggio appropriato al discente
  • dei processi cognitivi implicati nell’insegnamento e nell’apprendimento
  • delle tecniche di insegnamento

Conoscenza dell’argomento

Se conosci perfettamente l’argomento riuscirai a parlarne recuperandolo senza fatica dalla tua memoria in maniera automatica e inconsapevole, senza avere bisogno di appoggiarti a slide da leggere magari con le spalle rivolte a chi ti ascolta. 

Capacità di comprendere e utilizzare il linguaggio adeguato al discente

Se sarai padrone della materia potrai dedicare l’attenzione alla tua audience per capire chi hai di fronte e quale linguaggio sarà più efficace da utilizzare per farti comprendere. 

Conoscenza dei processi cognitivi

Sapere come funziona la mente è essenziale per vivere in maniera piena, efficace e soddisfacente la tua vita come spesso ripeto negli articoli di questo blog. Per insegnare con successo è indispensabile avere una buona familiarità con i processi cognitivi coinvolti nell’insegnamento/apprendimento e, in particolare:

    • l’attenzione 
    • la memoria a breve termine 
    • l’apprendimento

Attenzione

Possiamo dedicare la nostra attenzione a un numero limitato di cose e, quindi, se ne terrai conto e farai in modo da attirarla su di te e su quello che stai dicendo, avrai maggiori probabilità di far arrivare l’informazione.

Memoria a Breve Termine

La memoria a breve termine, dove le informazioni vengono trattenute soltanto pochi secondi per l’elaborazione, può gestirne contemporaneamente da 5 a 9 (Miller, G.). Dovrai perciò riuscire ad applicare le giuste strategie didattiche per occupare questi spazi ed evitare che le persone si distraggano pensando ad altro. 

Apprendimento

L’apprendimento, cioè la conservazione permanente nella memoria a lungo termine, sia nella componente semantica che in quella procedurale, si realizzerà soltanto nel momento in cui si creerà la cosiddetta traccia mnestica, ovvero quel collegamento tra le sinapsi dei neuroni contenenti le informazioni da memorizzare. 

La conoscenza dell’argomento, del linguaggio giusto da utilizzare e dei processi cognitivi è essenziale per essere in grado di trasferire il proprio sapere. Se poi saprai utilizzare delle specifiche tecniche di insegnamento allora sarai coinvolgente e persuasivo come il principe Tamino nel film di animazione Il flauto magico.

3. Tecniche di insegnamento

Se saprai utilizzare efficaci tecniche di insegnamento riuscirai a ottenere più facilmente quello che ti ho appena descritto rendendo l’esperienza di apprendimento piacevole e produttiva. 

Tra queste, alcune delle più importanti sono: 

  • la pianificazione 
  • l’uso del priming 
  • spiegarlo come a un bambino di 5 anni 
  • raccontare storie 
  • uso delle metafore 
  • riassumere quanto detto

Pianificazione 

Anche se hai la piena competenza dell’argomento, quando si dice che è totalmente tuo, prepara comunque il tuo intervento quale che sia la modalità cioè la lezione, un corso, un seminario. La giusta programmazione ti consentirà di predisporre gli argomenti in maniera adeguata all’obiettivo didattico che ti sei prefissato e alle persone che ti ascolteranno.
Scegli perciò i concetti, gli esempi e magari le esercitazioni pratiche da far svolgere per rendere l’esperienza di apprendimento più completa e coinvolgente.

Uso del Priming.

Dopo aver creato velocemente un po’ di empatia col pubblico, anticipa sinteticamente l’argomento e i concetti che tratterai.
In questo modo il cervello di chi ti ascolta, sfruttando il meccanismo del Priming, predisporrà inconsapevolmente le informazioni pertinenti già conservate nella memoria a lungo termine. A quel punto sarà più semplice e rapido il collegamento con le nuove informazioni, cosa che faciliterà la comprensione, il cosiddetto apprendimento significativo.

Spiegarlo a un bambino di 5 anni

Explain like I’m five, come recita un famoso detto, ovvero spiegamelo come se avessi 5 anni, intendendo che è meglio utilizzare un linguaggio semplice o comunque comprensibile a tutti coloro che ascoltano.

Se conoscerai in anticipo il livello di competenze del tuo pubblico ti sarà più semplice prepararti adeguatamente.

In caso contrario potrai capirlo interagendo con l’audience nella parte introduttiva.

Raccontare storie

Quanto ci piace ascoltare le storie…

Se ne racconti una che contenga in modo appropriato i concetti che vuoi trasferire, otterrai maggiore attenzione e sarà molto più probabile che le informazioni rimangano istantaneamente impresse nella memoria

Ricordo, per esempio, una volta in cui il mio professore di inglese spiegò il verbo to be inscenando un buffo dialogo tra marito e moglie che litigavano e che mi fece morire dal ridere specie quando imitava la stridula voce femminile di lei che diceva I am your wife

Usa le metafore

Siamo cresciuti tutti ascoltando avidamente le favole, quei racconti attraverso i quali ci hanno trasmesso tanti sani principi espressi appunto in modo metaforico. 

Come quella di Pinocchio, con la quale Collodi evidenziava l’importanza di dire la verità, di frequentare le persone giuste per non essere trascinati su brutte strade. Oppure quella di Peter Pan, attraverso la quale l’autore sottolineava il piacere del vivere in modo libero e felice i propri sogni credendo soprattutto nella loro realizzazione.

Riassumi quello che hai detto

Il cervello ricorda meglio ciò che dici all’inizio (effetto Primacy) e alla fine (effetto Recency).

Quindi, al termine di un intervento, riassumi sinteticamente quello che hai detto così da fissarlo meglio nella memoria di chi ti ascolta.

Insegnare dunque è meraviglioso quanto complesso e ti attribuisce enorme potere e responsabilità di cui devi essere consapevole nel momento in cui sei chiamato a farlo. 

Puoi tuttavia riuscire a trasferire le tue conoscenze in modo efficace, coinvolgente per te e per i tuoi discenti se terrai conto di ciò che rende l’insegnamento irresistibile e se applicherai le metodologie didattiche e le tecniche di insegnamento giuste come quelle di cui ti ho parlato oggi. 

È proprio grazie alla conoscenza e applicazione di queste ultime che le persone alle quali ti rivolgi potranno crescere e modificare i loro comportamenti per affrontare e vincere altre e più importanti sfide.

Bibliografia

Cherubini, P., Psicologia generale, (2012), Milano: Raffaello Cortina editore

Fitzpatrick, O., The carismatic edge, (2013) Gill & Macmillian

Mappa mentale metodologie didattiche
Mappa mentale articolo

 

Recensioni

Ottimo allievo e ottimo insegnante

Rated 5 out of 5
6 Marzo 2022

Passione, competenza, ridurre ai minimi termini concetti complessi e capacità di svilupparli e approfondirli se richiesto.
Coinvolgere partecipanti. Raccontare esperienze.

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Mario

Insegnare che passione

Rated 5 out of 5
16 Marzo 2020

Costretto a casa, mi abbandono alla lettura di argomenti piacevoli ed interessanti come sopra.

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d. romanazzi

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