Stati d’animo. Ora pensiamo alla mente.

Tempo di lettura: 7 minuti

Articolo aggiornato il 8 Luglio 2022

Gli stati d’animo ovvero ciò che influenza in modo determinante, ogni giorno, i nostri pensieri e le nostre azioni. Oggi ti parlo di cosa sono gli stati d’animo e come puoi fare per gestirli in modo da trasformarli da ostacoli a risorse potenzianti.

Vuoi sapere come? Ecco, ora ti spiego…

I pensieri ti mettono di cattivo umore? 

Hai una vocina nelle orecchie che ti assilla? 

Scopri come evitarlo.

1. Lo stato d’animo

Lo stato d’animo è una condizione psico fisica che determina i pensieri e le azioni che fai.

Esso è diverso dalle emozioni. La differenza, secondo Paul Ekman, psicologo statunitense, sta nella durata. Le emozioni sono rapide, anche se intense, mentre gli stati d’animo possono durare anche per giorni.

Stati d’animo positivi e negativi

A volte sento parlare di stati d’animo positivi o negativi.

In realtà, ciò che conta davvero è se uno stato d’animo è appropriato o meno alla circostanza contingente. E’ possibile cioè che uno stato d’animo sia utile, anche se genera sensazioni spiacevoli.

Se, per esempio, ti trovi in un vicolo cieco, al buio e in un quartiere non molto signorile, avere uno stato d’animo di allerta non sarà piacevole, ma ti consentirà di essere pronta a fronteggiare eventuali brutti incontri.

Allo stesso modo, se entri in chiesa durante la messa, ridere e parlare ad alta voce col tuo amico forse potrà essere divertente, ma sicuramente controindicato in quella situazione nella quale ci si aspetta, invece, un rispettoso silenzio e un comportamento decoroso.

Dunque, entra nello stato d’animo adatto alle circostanze e, possibilmente, prima che esse ti si presentino.

Per far questo devi essere consapevole che lo stato d’animo ha una sua struttura.

Stato d’animo:  la struttura

Lo stato d’animo ha una struttura psico fisica e cioè dipende da:

  • come mantieni efficiente il tuo corpo, prima di tutto
  • dal modo in cui usi la tua mente.

In un altro articolo ti avevo parlato dell’influenza della componente fisica, cioè l’efficienza del corpo, sullo stato d’animo.

Oggi, invece, ti spiego come la mente, l’aspetto cognitivo legato allo stato d’animo, condiziona i tuoi pensieri e le tue azioni e, soprattutto, a ciò che puoi concretamente fare per affrontare ogni situazione nel modo migliore per ottenere i risultati che desideri.

Hai presente quando vedi qualcuno che è assorto nei suoi pensieri e, con lo sguardo rivolto all’infinito, sorride e sembra non accorgersi di tutto ciò che lo circonda oppure ha un’espressione accigliata o triste?

E’ evidente che non sta vivendo la situazione che lo fa ridere, arrabbiare o intristire eppure reagisce come se fosse proprio lí.

La mente non distingue

La verità è che la mente non distingue precisamente tra ciò che è vero è ciò che invece immagina e di questo ci sono numerose evidenze scientifiche.

In uno studio condotto negli Stati Uniti nel 2000 è emerso che le aree cerebrali che si attivano durante la percezione di stimoli reali sono simili a quelle visibili nell’esperienza soggettiva interna di soggetti  in stato ipnotico.

Ciò è emerso da immagini ottenute con misurazioni realizzate attraverso la PET (Positronic Emission Tomography), strumento che coglie il consumo di glucosio nelle aree cerebrali attivate.

Questo è facilmente dimostrabile anche con un semplice esercizio di imaginazione.

Immagina, per esempio, di aprire il tuo frigorifero.

Apri il cassetto delle verdure e vedi un bel limone giallo con ancora attaccata una foglia.

Lo prendi e ne percepisci il peso e la rugosità. Lo appoggi sul tagliere e con il coltello lo tagli in due metà.

Ne prendi una e l’avvicini al naso percependone l’acre aroma.

La osservi ancora e poi la mordi facendoti scorrere in bocca e sotto la lingua il succo acidulo che ti provoca un brivido.

A questo punto dovresti avere l’acquolina in bocca, vero?

Nel 90 % dei casi è così.

E come mai?

Come hai potuto constatare anche tu hai avuto una reazione fisiologica, la salivazione, nonostante il morso al limone fosse soltanto una immaginazione.

Fu proprio quello che notò Ivan Pavlov nel corso dei suoi esperimenti con i cani.

2. Ivan Pavlov

Nel 1904, Ivan Pavlov, fisiologo russo, si guadagnò il premio Nobel per le sue ricerche sulla fisiologia del sistema digerente.

Nel corso dei suoi esperimenti condotti con i cani scoprì che essi salivavano in seguito alla presentazione di uno stimolo condizionato – il suono di un campanello – prima associato al cibo e poi anche in assenza del cibo.

E’ scientificamente evidente quindi che, se prendi consapevolezza di questi meccanismi e li usi in maniera appropriata, puoi davvero avere il controllo delle tue emozioni e del tuo stato d’animo.

Ah, forte, cosa devo fare in pratica allora? 

3. Come gestire gli stati d’animo

Puoi imparare a gestire i tuoi stati d’animo applicando le potenzialità di immaginazione della mente in molti modi, tra i quali soprattutto:

  • visualizzando mentalmente immagini felici
  • cambiando il punto di vista
  • usando le parole giuste

Visualizza immagini felici

Hai litigato col tuo capo e sei di cattivo umore?

L’immagine della sua faccia che ti urla in faccia ti ossessiona?

Semplice, predi il telecomando delle tue immagini mentali e cambia canale proprio come fai a casa con la tv.

Puoi farlo davvero! È facile.

Sintonizzati su una scena felice, quella che preferisci e che, ricordandola, ti fa stare bene.

Potrebbe essere la tua ultima vacanza al mare, il visetto del tuo bambino che ti sorride mentre giochi con lui, l’abbraccio della persona che ami e così via.

Devi soltanto scegliere dal tuo archivio mentale, dove almeno un ricordo felice certamente lo troverai! E una volta rievocato, rivivilo intensamente come se fosse ora.

Poni attenzione alle immagini, ai colori, alle luci, ai suoni e alle sensazioni che provavi in quel momento.

Bello vero?

Cambia il punto di vista

Ogni situazione, qualsiasi, può essere interpretata in modi diversi, positivi o negativi.

Si tratta di applicare a quella situazione la cornice giusta per interpretarla nel modo più congeniale allo stato d’animo che vuoi vivere.

Un esempio magistrale? 

La vita è bella  di Roberto Benigni, ricordi?

Nel film il protagonista fa apparire, per amore del figlio, la condizione drammatica di un campo di concentramento come un gioco perfino divertente.

Ma quello è un film

E’ vero, allora fallo anche tu e vedrai che, se vuoi, puoi cambiare il tuo punto di vista e trovare almeno un aspetto positivo in ogni situazione, anche la più spiacevole.

Conosco persone che lo fanno abitualmente e, guarda caso, hanno sempre un bel sorriso.

Le parole

Le parole che ascolti, sia quelle che ti dicono gli altri e anche o forse soprattutto quelle che ti dici internamente, generano anch’esse immagini nella tua mente. Nel momento in cui le senti il cervello le decodifica e va a cercare nella memoria semantica il relativo significato associato a immagini.

E’ un po’ quello che accade quando digiti una parola su Google.

Gli algoritimi del motore di ricerca ti restituiscono una serie di possibilità e di immagini. Questo vuol dire che se ascolti parole che evocano pensieri spiacevoli il tuo stato d’animo sarà triste, depresso.

Se, al contrario, saranno parole collegate a cose piacevoli visualizzerai immagini che ti indurranno uno stato d’animo sereno, allegro.

Per lo stesso motivo, anche quando tu parli alle persone, puoi generare con le parole che usi stati d’animo diversi che possono rivelarsi utili o dannosi alla relazione che stai avendo.

Potere e responsabilità

E questo, come puoi intuire, ti conferisce un grande potere e, di conseguenza, una grande responsabilità perchè, di fatto, con le tue parole puoi programmare il cervello del tuo interlocutore in maniera positiva o anche negativa, in modo consapevole o inconsapevole.

4. Stati d’animo: gestisci la fisiologia

Oltre a gestire i tuoi pensieri e il tuo linguaggio, per tenere sotto controllo i tuoi stati d’animo puoi anche curare l’aspetto fisiologico ovvero:

  • espressioni del volto
  • postura

Espressioni del volto

Paul Ekman, psicologo esperto in comunicazione non verbale, ha dimostrato che non solo l’emozione genera un’espressione tipica del volto, ma che assumere deliberatamente un’espressione può indurre a sua volta l’emozione corrispondente anche in assenza dello stimolo relativo.

Se ti capita, per esempio, di essere di cattivo umore, sorridi! Si, sorridi, anche se non c’è alcuna ragione per farlo. La tua mente penserà che invece un motivo ce l’hai e ti metterà in circolo i neurotrasmettitori del benessere, come serotonina, dopamina, ossitocina avviando immediatamente un cambio di stato d’animo. Sfido chiunque a rimanere di cattivo umore mentre sorride, anche fingendo, è impossibile!

Prova e vedrai.

Paul Ekman fisiologia

Postura

Recentemente, inoltre, un’altra psicologa, Amy Cuddy, nel suo libro Il potere emotivo dei gestidescrive i risultati di esperimenti condotti per evidenziare la stretta relazione tra postura e produzione di ormoni.

Amy Cuddy controllare gli stati emotivi con le posture aperte

In pratica sono stati prelevati campioni di saliva di persone alle quali è stato chiesto di assumere posture chiuse e aperte, tipo wonder woman o come l’uomo di Leonardo – la cosiddetta posizione a stella marina.

Ebbene, i risultati scientifici hanno dimostrato che assumere posture aperte, soltanto per due minuti, produce:

  • un incremento di testosterone – l’ormone della potenza – del 19 % e
  • una riduzione addirittura del 26 % di cortisolo– l’ormone dello stress.

E allora?

Fallo subito! Alzati in piedi, distendi braccia e gambe per due minuti e fai il pieno di potenza! 

Gli stati d’animo, dunque, influiscono in modo positivo e negativo sui pensieri che ti passano per la mente e sui comportamenti, le azioni che svolgi ogni giorno. Tuttavia, come hai appreso in questo articolo, puoi assumere il controllo degli stati d’animo usando in modo opportuno mente e corpo. Scoprirai che puoi vivere la tua vita in maniera consapevole e, soprattutto, in linea  con i tuoi desideri e obiettivi. 

Bibliografia

Cuddy, A., Il potere emotivo dei gesti, 2015, Sperling & Kupfer, New York

Ekman, P., I volti della menzogna, 1989, 2011 Giunti, Firenze

Kosslyn, S. M., Thompson, W. L., Costantini-Ferrando, M. F., Alpert, N. M., & Spiegel, D. (2000). Hypnotic visual illusion alters color processing in the brain. The American Journal of Psychiatry, 157(8), 1279–1284.

Ecco la Mappa mentale dell’articolo che ti aiuterà a ricordare meglio i contenuti.

Mappa mentale controllare gli stati emotivi
Mappa mentale articolo

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Recensioni

Stati d'animo. Ora pensiamo alla mente.

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18 Novembre 2018

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Tizzy

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17 Novembre 2018

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Giorgia

Risposta da Giuseppe Vargiu - SinaPsiCoaching

Grazie Giorgia, prima o poi sarebbero venuti fuori. Tanto vale…

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17 Novembre 2018

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umberto

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16 Novembre 2018

Quanta verità! Complimenti, davvero molto interessante… da condividere! Grazie

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Federica

Stati d'animo. Ora pensiamo alla mente.

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14 Novembre 2018

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Francesco

Risposta da Giuseppe Vargiu - SinaPsiCoaching

Grazie Francesco, si, le parole sono uno strumento potentissimo e, per questo, vanno usate in modo appropriato agli obiettivi

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