Studio efficace con il palazzo della memoria

Tempo di lettura: 5 minuti

Oggi ti parlo di tecniche di memoria e, in particolare, quella del palazzo della memoria. Cos’è, come applicarla nello studio e nella vita di tutti i giorni.

Sei preoccupato per il prossimo esame universitario?

Scopri la tecnica del palazzo della memoria con la quale potrai ricordare perfettamente tutto ciò che devi sapere.

Da quando l’uomo ha scoperto il linguaggio e, soprattutto, dall’avvento dei computer e di internet ha avuto sempre meno bisogno di conservare tante cose in memoria. Grazie infatti alle memorie fisiche come le pennette usb, i dischi fissi portatili, le SD e soprattutto alle memorie virtuali, i cloud, non è più necessario trattenere nella memoria umana una grande quantità di informazioni.

Lo stesso scienziato Albert Einstein diceva di conservare in memoria lo stretto necessario, mentre tutto il resto lo trascriveva su carta.

Ciononostante per soddisfare diverse necessità, tra le quali lo studio in particolare, continuiamo ad aver bisogno di memorizzare una grande quantità di informazioni ed essere in grado soprattutto di ricordarle al momento opportuno, come le interrogazioni o gli esami universitari.

La memoria umana, uno dei processi cognitivi più importanti, ha sue specifiche caratteristiche e modi di funzionamento, rispettando i quali, la memorizzazione sarebbe molto più semplice ed efficace.

Purtroppo le istituzioni scolastiche di ogni livello insegnano di rado come farlo limitandosi a suggerire il vecchio metodo del leggi e ripeti il quale, oltre ad essere noioso e faticoso, è anche il meno efficace dal punto di vista psicologico.

Ecco che allora imparare come funzionano le tecniche di memoria sarebbe di grande aiuto per gli studenti e per tutti coloro che hanno la necessità di studiare e ricordare molte informazioni.

1. tecniche di memoria

Le tecniche di memoria sono diverse, più o meno complesse, ma si basano tutte su due elementi fondamentali ovvero:

  • visualizzazione
  • associazione

Si tratta cioè di visualizzare un’immagine che ci ricorda una parola chiave e di associarla, in modo fantasioso e paradossale, ad altre immagini corrispondenti ad altre parole chiave.

Questa tecnica di base può essere poi applicata e sviluppata in altre tecniche più complesse tra le quali:

  • la conversione numerica
  • lo schedario mentale
  • i loci ciceroniani
  • il palazzo della memoria

In questo articolo mi soffermerò in particolare sulla tecnica del palazzo della memoria o palazzo mentale fornendoti il mio punto di vista su cos’è, come utilizzarla e sulla sua vera utilità nelle diverse applicazioni.

2. Palazzo della memoria

La tecnica è detta palazzo perché consente di creare una struttura, una sorta di impalcatura piramidale, all’interno della quale vai a sistemare le informazioni da ricordare. Successivamente puoi andare a recuperarle anche senza seguire una sequenza precisa.

Vediamo allora di capire meglio come funziona.

Loci ciceroniani

Il palazzo della memoria può intanto essere considerata lo sviluppo della tecnica dei loci ciceroniani quella utilizzata appunto da Cicerone per ricordare gli argomenti da esporre ai senatori.

Egli sceglieva le parole chiave collegate agli argomenti, le elencava nell’ordine di esposizione e poi le associava ai loci, cioè dei luoghi lungo il percorso da casa al senato che conosceva ovviamente molto bene.

Se, per esempio, doveva parlare della Guerra, delle Tasse e della costruzione di monumenti Cicerone sceglieva, per ciascun argomento, un’immagine rappresentativa e l’associava ai Loci che aveva scelto.

Per ricordare di parlare della Guerra immaginava per esempio:

  • un soldato con la daga sguainata sulla porta di casa, poi
  • un enorme mucchio di sesterzi che ostruiva la strada e
  • una statua di marmo che vendeva la frutta con un carretto all’ingresso del senato.

E così via.

E’ da Cicerone e dall’uso di questo metodo che deriva il modo di dire in primo luogo…

Ma perché questa tecnica è così efficace per ricordare tutto?

Il motivo è da ricercare nell’associazione di un’informazione, per esempio la Guerra, elaborata nella Memoria a breve termine, a un’altra già conservata in modo permanente nella Memoria a lungo termine. Quest’ultima si comporta cioè come una specie di gancio con il quale afferra e recupera più facilmente la nuova informazione.

È quello che fai quando appendi, per esempio… le chiavi di casa alla maniglia della porta per ricordarti di prendere il documento da portare al tuo capo ufficio. In tal modo, quando dovrai uscire, dovendo necessariamente prendere le chiavi per chiudere la porta, ti ricorderai anche di prendere il documento per il tuo capo.

Una volta compreso il funzionamento della tecnica di memoria dei loci ciceroniani potrai svilupparla in quella più complessa e articolata del palazzo della memoria.

Per utilizzare il palazzo della memoria devi scegliere in pratica una struttura che conosci, come il palazzo dove vivi, la casa dove abiti, la tua camera da letto e così via.

La struttura, tuttavia, può essere anche diversa da una struttura edilizia alla quale è associato il nome della tecnica. Puoi infatti scegliere una qualsiasi altra struttura a cominciare da quella del tuo corpo, della tua auto, il tuo armadio e tutto ciò che sei in grado di ricordare perfettamente chiudendo gli occhi compreso il quartiere dove vivi.

Quando ti muovi in casa tua, per esempio, potresti farlo infatti anche ad occhi chiusi vero?

L’elemento chiave della tecnica del palazzo della memoria è proprio questo ovvero la perfetta conoscenza della struttura alla quale andrai ad associare le immagini delle parole chiave da ricordare.

Vediamo allora come si costruisce e come si usa il palazzo della memoria.

Palazzo della memoria: come costruirlo

Per costruire un palazzo della memoria efficace è necessario rispettare alcuni passaggi, semplici ma essenziali ovvero:

  • lettura e comprensione del testo
  • scelta delle parole chiave
  • scelta della struttura del palazzo e dei punti di riferimento interni
  • visualizzazione e associazione

Lettura e comprensione del testo

La lettura del testo, o anche l’ascolto, e la comprensione sono una condizione essenziale senza la quale non puoi costruire né tantomeno utilizzare in modo efficace il palazzo della memoria.

Così come Cicerone sapeva con esattezza il contenuto degli argomenti da trattare, allo stesso modo anche tu costruirai e utilizzerai il palazzo della memoria soltanto dopo aver compreso le informazioni che stai studiando.

In proposito David Ausubel, psicologo americano, sostiene che l’apprendimento significativo avviene quando sei in grado di collegare i nuovi concetti a quelli già presenti nella tua memoria a lungo termine.

Scelta delle parole chiave

Il passo successivo è la scelta di un certo numero di parole chiave, parole cioè che siano in grado di farti venire in mente i concetti che hai compreso in precedenza. Puoi anche scegliere parole chiave principali e secondarie per i relativi sotto argomenti. In tal modo la tua struttura sarà organizzata anche in ordine gerarchico, con argomenti cioè principali e secondari.

Scelta della struttura e dei punti di riferimento interni

In relazione al numero di parole chiave scelte dovrai individuare una struttura che contenga un numero sufficiente di riferimenti ben conosciuti ai quali dovrai associarle.

Visualizzazione e associazione

Infine, la parte più creativa e divertente.

Per ciascuna parola chiave dovrai pensare a un’immagine che la possa rappresentare in modo inequivocabile.

Associa poi questa immagine all’immagine mentale del luogo nella struttura. Tale associazione, per essere efficace e quindi più facile da ricordare, dovrà essere quanto più fantasiosa e paradossale.

Come qualsiasi altra tecnica, anche quella del palazzo della memoria richiede un po’ di pratica ed esercizi per poterla padroneggiare con disinvoltura.

3. Palazzo della memoria: esercizi

Ecco allora un esempio di costruzione e uso di un palazzo della memoria che potrai adattare anche tu ai tuoi palazzi e alle tue specifiche esigenze.

Prendi, per esempio, la tua casa come Palazzo della memoria collegando le parole chiave principali alle stanze e le parole secondarie agli oggetti che ci sono nelle diverse camere.

Immagina di dover ricordare per esempio un elenco di animali con le loro caratteristiche.

I nomi degli animali saranno le parole principali da collegare alle stanze della tua casa come:

  • mucca > ingresso
  • elefante > cucina
  • rinoceronte > camera da letto

il collegamento animale > stanza lo creerai con le tecniche della visualizzazione e l’associazione che ti ho descritto prima.

Le parole secondarie saranno, invece:

  • corna, mammelle, latte (per la mucca) che collegherai agli oggetti che si trovano all’ingresso come pianta, porta ombrelli, specchio.
  • proboscide, zanne (elefante) che associerai sempre in maniera divertente e strana agli oggetti della cucina come frigorifero, fornelli, lavastoviglie.
  • corno (rinoceronte) alle cose della camera da letto come comodino, lampada, armadio.

e così via per gli altri animali e le loro caratteristiche.

Come vedi puoi applicare la tecnica del palazzo della memoria utilizzando potenzialmente un numero infinito di loci e parole chiave anche se col tempo ti accorgerai che te ne serviranno molte di meno grazie comunque al lavoro di memorizzazione spontanea che la tua memoria svolge in ogni caso. Se alla tecnica aggiungerai poi la giusta motivazione e le emozioni allora tutto diventerà ancora più strabiliante e divertente.

Ma ci posso riuscire anch’io?

Certo, basta farlo e fare pratica. Come sempre.

Bibliografia

Foer, J., L’arte di ricordare tutto, 2011, Longanesi

 

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