Comunicare senza parlare

Tempo di lettura: 7 minuti

Articolo aggiornato il 14 Febbraio 2026

Nell’articolo di oggi ti spiego con maggior dettaglio cosa vuol dire comunicare senza parlare, come puoi fare per integrare le parole con il linguaggio non verbale ovvero con ogni possibile messaggio implicito ed essere così più efficace e coinvolgente.

Comunicare senza parlare può sembrarti, sulle prime, un paradosso. In realtà le parole, per quanto importanti, sono soltanto una parte del messaggio che invii quando parli alle persone. Ignorare questo aspetto può essere fonte di equivoci, incomprensioni e dubbi interpretativi che ti possono far apparire meno efficace di quanto tu non sia davvero.

1. Linguaggio non verbale

Si può comunicare senza parlare?

Parlare di comunicazione può far venire subito in mente cosa dire, quale linguaggio utilizzare per farsi comprendere e ottenere il risultato desiderato per l’obiettivo che ci si è posti. In realtà si possono dire più cose di quanto si possa pensare anche senza pronunciare una sola parola attraverso il cosiddetto linguaggio non verbale

Gli Italiani sono la prova evidente di quanto questo sia possibile. Ci sono infatti numerosi esempi di linguaggio non verbale, cioè gesti ed espressioni del viso che utilizziamo nella vita di tutti i giorni per comunicare molte cose.

Vediamone alcuni simpatici.

2. Comunicazione non verbale: esempi

Ma che vuoi?

Le dita unite e rivolte verso se stessi, muovendo la mano avanti e indietro, vuole dire a chi ci sta di fronte

Ma che vuoi?

in tono un po’ stizzoso e provocatorio.

Comunicare ma che vuoi?

Boh, non lo so

Allargare le braccia con le mani aperte rivolte in alto o leggermente verso l’interlocutore, gli occhi sgranati e le sopracciglia sollevate significa

Mah, non saprei…

Comunicare boh non lo so

Si

Annuire,muovendo il capo in su e in giù, vuol dire sì. 

No

Muovendo il capo a sinistra e a destra, invece, significa no.

Non ce la posso fare

Se muovi il capo, inclinato in avanti, a sinistra e a destra è come dire

No, non è possibile, non ce la posso fare. 

Chi, io?

Quando rivolgi le mani verso il petto, con le spalle chiuse e sopracciglia in basso vuoi dire

Ma chi, io? Dici proprio a me? Non ne so nulla davvero.

Nooo, che guaio

Se porti la mano davanti alla bocca, sgranando gli occhi magari vuoi dire

No, che ho detto, ho combinato un guaio.

Comunicare no che ho detto

Fammici pensare

Lo sguardo rivolto in alto e a lato, il capo leggermente inclinato e l’indice che sfiora il mento esprime riflessione, come a dire appunto,

Fammici pensare…ora che ci penso…

Comunicare fammici pensare

Ma va…

Quando sollevi la mano, come se la volessi lanciare, rivolta verso qualcuno ecco che allora lo stai mandando a…quel paese.

Potrei continuare ancora a descriverti il nostro caratteristico, tutto italiano potrei dire, vocabolario gestuale con il quale possiamo esprimere una lunga serie di frasi con il linguaggio non verbale.

Un esempio illustre, stavolta inglese, della possibilità di comunicare esclusivamente attraverso i segnali del corpo, è senza dubbio Charlie Chaplin interprete del famoso personaggio di Charlot.

Al tempo del cinema cosiddetto muto è stato uno straordinario attore capace di esprimere con la mimica qualsiasi cosa soltanto con i gesti.

Charlie Chaplin Charlot

Ma oggi, nell’epoca della parola, parlata o scritta, può essere ancora utile saper comunicare attraverso i gesti e ogni altro segnale che il corpo può inviare?

Indubbiamente si. 

Ricevere un messaggio privo di espressività corporale è come vedere una fotografia dalla quale non si possa cogliere la profondità e la dinamica degli eventi reali. 

Non è un caso, infatti, che le applicazioni degli smartphone che usiamo ogni giorno per inviare e ricevere messaggi, siano state integrate con le cosiddette emoticon, cioè le faccine.

Emoticon

Usarle nei messaggi può essere molto utile per esprimere, con il linguaggio non verbale, lo stato d’animo associato alle parole così da essere più espressivi ed evitare facili equivoci.

Allo stesso modo, quando parliamo alle persone, può essere utile integrare il messaggio parlato con messaggi impliciti insiti nella comunicazione non verbale, attraverso gesti, espressioni del viso e uso della voce. 

Ecco allora alcuni utili suggerimenti su come puoi arricchire la tua comunicazione verbale con il linguaggio non verbale.

2. Linguaggio non verbale: i 5 segreti

Mi riferisco in particolare a quella parte di messaggio che trasmetti, indipendentemente dalle parole che dici, e che può potenziare la tua capacità persuasiva.

Ecco allora 5 segreti del linguaggio non verbale. Si tratta di segnali che il tuo corpo invia e che vengono captati, per lo più inconsciamente, dal tuo interlocutore come veri e propri messaggi indiretti associati alle tue parole.

Mi riferisco in particolare all’uso di:

  • voce
  • gesti
  • espressioni del viso
  • sguardo
  • postura

Voce

La voce è un suono prodotto dall’aria che fuoriesce dai polmoni e che fa vibrare le corde vocali. Soltanto quando attraversa la bocca, lingua, palato e labbra, il suono viene articolato in parole corrispondenti alla lingua che conosci. Prima di allora possiede già delle caratteristiche molto espressive come:

  • il tono, grave o acuto
  • il volume, alto o basso 
  • il ritmo 
  • la velocità 
  • la pronuncia

Tono

Se vuoi dare un comando ed essere più efficace, per esempio, devi completare la frase con un tono discendente. Quando invece ne usi uno ascendente, come quando fai una domanda, trasmetterai incertezza o insicurezza.

Volume

Allo stesso modo, usare un volume troppo basso darà l’impressione di avere timore e inoltre potrebbero faticare a sentirti.

Usare un volume garbatamente alto, invece, denoterà sicurezza e padronanza. Da evitare il volume troppo alto perché ti farebbe apparire arrogante e irrispettoso oltre che fastidioso.

Ritmo e velocità

Anche il ritmo e la velocità delle parole che dici devono essere adeguati. Parlare con lo stesso ritmo può risultare noioso, mentre variarlo opportunamente per dare maggiore espressività alle parole ti aiuterà a tenere sveglio il tuo interlocutore. 

Una velocità del parlato troppo elevata può far pensare che hai fretta, perché sei incerto o perché vuoi liquidare prima possibile la persona. Se invece parli troppo lentamente te ne accorgerai perché comincerà a sbadigliare o a muoversi nervosamente sulla sedia. 

Pronuncia 

Salvo quando sei in famiglia o tra amici, usare una dizione corretta, come quella usata dagli attori o doppiatori,  ti può far apparire molto più autorevole e competente.

Ti può essere utile, per esempio, se devi presentare un prodotto o un progetto a un cliente, tenere una conferenza su argomenti tecnici o sostenere un colloquio di lavoro.

Gesti

Braccia aperte

Se tieni le braccia aperte, con le mani rivolte verso le persone, trasmetti un senso di apertura e di vulnerabilità dichiarata. Ciò aiuterà l’interlocutore ad abbassare le difese e a mostrare maggiore fiducia in te.

Mai puntare il dito

Evita assolutamente di puntare il dito verso le persone perché questo può essere inconsapevolmente interpretato come avere un’arma puntata contro e ciò le indurrà a mettersi sulla difensiva.

Puntare il dito

Espressioni del viso

Sorriso

Il sorriso ha il potere straordinario di predisporre al meglio le persone e anche te stessa/o.

Puoi provare anche tu e accorgerti che, se sorridi, è del tutto impossibile mantenere un atteggiamento ostile o sgarbato e, grazie inoltre ai neuroni specchio, questo stimolerà certamente il sorriso anche di chi ti ascolta.

Sorriso

Sguardo

Si dice spesso che gli occhi sono lo specchio dell’anima.

Se i tuoi sentimenti sono puri e reali, guarda il tuo interlocutore dritto negli occhi e riuscirai così ad entrare in empatia e a coinvolgerlo emotivamente. 

Postura

La postura, poi, ovvero il modo in cui tieni e mostri il tuo corpo, insomma la posizione che assumi.

Anche questo è un importante e ricco veicolo di informazioni riguardanti il tuo atteggiamento, il tuo stato d’animo

Se, per esempio, mantieni una postura eretta, con il baricentro che cade esattamente tra i due piedi, simmetrica il corrispondente messaggio implicito sarà di equilibrio, di centratura e di sicurezza in te stesso

Quando le tue spalle sono aperte e simmetriche stai dicendo, con il tuo linguaggio non verbale, che sei sincero e disponibile ad accogliere l’altro senza timore o incertezza.

Sorridere

Paul Ekman, noto psicologo americano, nei suoi studi sulle emozioni, sul modo di esprimerle e provarle, sostiene che non solo lo stato emotivo influisce sulla postura e le espressioni del viso, ma succede anche l’inverso.

Emozioni Paul Ekman
Paul Ekman

Ciò vuol dire che se sorridi, anche se non hai alcun motivo per farlo, la tua mente lo interpreterà come un segnale di buon umore.

In pratica la mente dirà

Se sta sorridendo, vuol dire che è allegro.

E dunque immetterà nell’organismo delle sostanze chimiche, gli ormoni del benessere, che ti genereranno uno stato d’animo corrispondente di serenità, allegria, buon umore.

Insomma, se fingi di esserlo lo sarai davvero.

Se hai dei dubbi prova tu stesso quando sei nervoso o arrabbiato a sorridere o, ancora meglio, a ridere di gusto e ti accorgerai che sarà impossibile continuare ad essere di cattivo umore.

Posture aperte

Una ulteriore prova scientifica di questo effetto bilaterale corpo – emozioni viene da esperimenti condotti da un’altra psicologa americana, Amy Cuddy.

Amy Cuddy

Nell’esperimento furono prelevati dei campioni di saliva prima e dopo che i soggetti esaminati mantenessero una postura aperta, cosiddetta a stella marina, per soli due minuti.

L’esito rilevato fu una diminuzione di cortisolo, l’ormone dello stress, del 26 % e un innalzamento del testosterone, ormone dell’energia, del 19 %. 

Stella marina

Se vuoi cominciare la tua giornata con serenità ed energia puoi dunque prendere l’abitudine di iniziarla proprio così.

Mettiti davanti allo specchio, sorridi e assumi la postura a stella marina.

Che tu parli agli altri o a te stesso considera dunque attentamente quanto ti ho descritto oggi a proposito del linguaggio non verbale, poni maggiore attenzione a tutti i possibili messaggi indiretti e comincia ad applicarlo regolarmente quando comunichi qualcosa.

Ti accorgerai che è tutta un’altra cosa.

Mappa mentale comunicare senza parlare
Mappa mentale articolo

Bibliografia

Ekman, P., Te lo leggo in faccia, 2010, Amrita

Cuddy, A., Il potere emotivo dei gesti, 2019, Sperling & Kupfer

Mayers, D. G., Psicologia sociale, 2009, McGraw-Hill Education

 

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2021-09-29

Parole semplici e chiare! Consigli utili e facili da applicare

Gabriela S

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